BESOZZI, famiglia
Il primo Besozzi attivo nel campo della musica di cui abbiamo notizia, fu Cerbonio, poliedrica figura di cronista, umanista e suonatore di vari strumenti. Forse nato in Lombardia nei primi anni del XVI secolo, lavorò a Trieste, poi alla corte di Sassonia, dal 1557 come piffaro del Comune e della chiesa di S. Maria Maggiore di Bergamo, e dal 17 apr. 1561 al servizio del duca Alberto V di Baviera. Capostipite dei Besozzi di Parma fu Cristoforo , milanese, suonatore di oboe e fagotto, che si trasferì  nel 1700 nel Ducato e fu il padre di Giuseppe ( ..., 1686 - Napoli, 22 dic. 1760), Alessandro, Paolo Gerolamo. Da una lettera scritta da Quirino Gasparini, maestro di cappella della cattedrale di Torino, a padre Martini, siamo in grado di correggere le date di morte di Alessandro e Girolamo: il primo era ancora vivente nell'ott. 1777, mentre il secondo era deceduto nel 1773.

Alessandro, oboista
(Parma, 22 lug. 1702 - Torino, dopo l'ott. 1777)
Figlio di Cristoforo, studiò con il padre ed entrò bambino nella banda di quella Guardia Irlandese, che il duca Antonio Farnese aveva fondato nel 1702, e nella quale già prestavano servizio il padre e il fratello Giuseppe. Nel Ruolo della Compagnia si legge: "Obbovè Alessandro di Cristoforo Besozzi Parmigiano anni 12, occhi chiari, capelli castagni, arolato li 15 gennaio 1714 con paga di 44 lire". Nel gen. 1728 passò tra i virtuosi di S.A.S. al pagamento di "tre pagnotte al giorno e quattro boccali di vino, della tangente porzione di legna al suo tempo, d'affitto di casa e di lire cento di salario ogni mese". Suonava inoltre nelle maggiori solennità assieme ai fratelli sia nella cattedrale che alla Steccata. Nel Ruolo Farnesiano si legge che cessò di dipendere dal duca il I apr. 1731. La Guardia Irlandese era una compagnia nella quale militavano mercenari provenienti da tutta Europa: irlandesi, francesi, inglesi, borgognoni, alemanni. Quelli di nazionalità italiana erano per la quasi totalità piemontesi, e si spiegherebbe la ragione per la quale, disciolta questa "legione straniera", il 20 apr. 1731 entrò con il fratello Paolo Girolamo al servizio della corte di Torino. Sempre in compagnia del fratello, nel 1735 si recò a Parigi per suonare dal 30 mar. al 29 mag. nei concerts spirituels, e per un certo tempo fecero parte della cappella musicale di Versailles. Nel dic. 1736 erano però di nuovo a Torino, in quanto Alessandro il 30 dic. risulta mediatore per un pagamento dovuto al compositore Giacomelli . Il 19 mag. 1776 Alessandro fu nominato "primo virtuoso di camera, direttore generale della musica istrumentale e suonatore di hautbois". I due fratelli si esibirono in numerosi concerti pubblici, nei quali eseguirono anche loro composizioni e contribuirono, assieme a Gaetano Pugnani , al predominio della musica strumentale italiana su quella francese. A Torino davano anche lezioni di canto e, vere personalità del mondo della musica, tenevano contatti con tutta Europa: nel gen. 1771 ebbero ospiti Mozart e il padre in visita nella città; Quirino Gasparini , scrivendo a padre Martini il 30 set. 1772, narrava che i Besozzi 2 anni prima avevano suonato per Burney in maniera tale che l'inglese aveva creduto di essere in paradiso. Nel 1777 padre Martini richiese il loro ritratto. Altra riprova della stima con la quale erano accolti, si trova in una lettera del segretario di Stato di Torino del 26 apr. 1755 allo statista di Parma Roberto Rice (A.S.Pr, Carteggio Borbonico, Piemonte, 1747-1756, b. 305): "Si portano costì i Signori Fratelli Besozzi per rivedere la loro Patria e i loro parenti. S.M., al cui servizio si trovano nella qualità di primi suonatori d'oboè, avendo data loro la permissione di fare questo viaggio, ed essendo i medesimi persone di singolare merito e stima, non tanto per la loro abilità nella suddetta professione, quanto per le molte virtù, delle quali sono ornati, non ha voluto lasciarli partire senza una mia lettera alla V.E. Ill.ma per pregarla di volerli accogliere colla sperimentata sua gentilezza e bontà allorché si presenteranno a lei". Tranne questo viaggio nella città natale, rimasero a Torino fino alla morte.
Alessandro e Paolo Girolamo, "the toneful brothers" (i melodiosi fratelli), come li definì il Burney, furono famosi anche per la collezione di dipinti che comprendeva anche un'opera di Ludovico Caracci. Da una lettera del 30 lug. 1777 risulta che inviarono a padre Martini "ritratti fatti in lor gioventù, onde questi gli furon fatti in Bologna del 29, in occasione che in S. Gio. in Monte suonarono il concerto della musica dell'Accademia, da un giovane pittore Torelli". Tra il 1732 e il 1734 Alessandro fu effigiato a Torino da Carlo Van Loo.
Composizioni: Sei Suonate in tre parti per fl, vla col b.c. per arpa o cello (London, 1747); 12 Sonate per due ob (composta assieme al fratello Gerolamo); Sei pezzi per fl, ob e vla, op. 2 (Paris, 1740); Sei pezzi per fl, ob o vla, con b.c. per arpa o cello, op. 3 (London, 1750); Sei Suonate per 2 vle e b.c. per arpa, op. 4 (London, 1760); Sei Suonate per 2 vle o 2 fl con b.c., op. 5 (London, 1764); Sei Suonate mises au jour per Canavasse; Sei suonate per vla sola e b.c.; 12 Trio per 2 fl traversi e cembalo; Sonata a 2 ob e basso; Trii delli Sig.ri Fratelli Besuzzi di Torino per 2 fl con basso; Suonata a tre per fl traverso, vla e basso; 8 Suonate per 2 vle e cello; Trio per 2 vle con basso; Sei Trio per 2 vle e cello; Sonate da camera per 2 vle e basso; Sei Suonate per 2 vle e basso; Canzonette per s con basso; Sonata a tre per 2 vle e basso; Trio per 2 fl traversi o vla e basso; Due Sonate da camera; Sei Trio per 2 vl oppure ob in vece del primo vl e basso. (Diversi trii e sonate a tre per 2 vl, b e cembalo in ms si trovano nel fondo musicale dell'Archivio Storico Provinciale di Gorizia) e una Marchia da caccia delli Signori Bisuzzi è nelle Fondazioni Querini Stampalia di Venezia)..
Nel 1994 Pietro Borgonovo , Rino Vernizzi ed Edoardo Farina hanno inciso in cd Six sonatas for oboe and basso continuo (CDS 83).

Paolo Girolamo, oboista e fagottista
(Parma, 17 apr. 1704 - Torino, 1773)
Figlio di Cristoforo, si dedicò allo studio del fagotto e marginalmente dell'oboe. Il 17 giu. 1717, a 13 anni, entrò nella banda della Guardia Irlandese, cessando dal servizio nella compagnia il 30 dic. 1727 e dal I gen. 1728 con i fratelli Giuseppe ed Alessandro fu nominato virtuoso del duca. Si congedò il 31 mar. 1731 e con il fratello Alessandro si recò a Torino, come suonatore nella cappella di corte. Celibi entrambi, vestivano nella stessa foggia, vivevano insieme, suonavano insieme, composero alcune sonate insieme. Nel 1777 inviò a padre Martini un suo ritratto, dipinto dal Torelli . Dopo la morte del fratello Alessandro, restò a Torino con il nipote Antonio.
Secondo il Valdrighi, i fratelli Besozzi si dedicarono anche del perfezionamento dell'oboe con ottimi risultati.

Antonio, oboista
(Parma, 1714 - Torino, 1781)
Figlio di Giuseppe, l'8 ott. 1727, a 13 anni si arruolò nella banda della Guardia Irlandese del duca di Parma con una paga mensile di 52 lire e 16 soldi. Rimase a Parma fino al 1731. Nel 1734 era alla corte di Napoli e nel 1738 a Dresda, dove entrò nella cappella di corte il 2 ott. 1739. Era indicato "musicien du roi de Pologne" e con detta qualifica apparve nel dic. 1757 a Parigi con il figlio Carlo a un concert spirituel, destando l'ammirazione anche negli avversari della musica italiana. Nel 1758-59 suonava nella cappella della corte di Stoccarda sotto la direzione di Jommelli . Ritornò poi a Dresda, restandovi fino al 1774 al servizio dell'elettore di Sassonia. L'anno dopo si trasferì a Torino. Esistono alcune sue composizioni strumentali sia stampate che inedite.

Gaetano, oboista
(Piacenza, 25 feb. 1725 - Londra, 1798)
Ottimo oboista, giovanissimo entrò al servizio del re di Napoli, presso il quale rimase fino al 1765, quando fu invitato a recarsi a Parigi, dove fece parte della cappella reale e comparve diverse volte ai concerts spirituels. Il 2 feb. 1770, a Torino con l'arpista Philippe Joseph Hinner eseguì un concerto per oboe di sua composizione. Burney, che lo udì nel 1770, ne decantò la squisita seppur discontinua abilità di esecutore. Nel 1793 si recò a Londra, dove diede diversi concerti, destando viva ammirazione per la tecnica.
Vi furono diversi Besozzi, discendenti da quelli citati, nati a Napoli, Dresda, Parigi, Versailles, tutti strumentisti.

BIBLIOGRAFIA: Estesa, anche se nulla localmente. Per una sintesi, DBI. Alessandro Arbo. I fondi musicali dell'Archivio Storico Provinciale di Gorizia. Gorizia: Provincia di Gorizia, 1994, p. 79. Collezionismo e storiografia musicale nel settecento. La quadreria e la biblioteca di padre Martini. Bo: Nuova Alfa Editoriale, 1984, p. 88.