OBERTENGO-OXILIA
OBERTENGO ADALBERTO, vedi PALLAVICINO ADALBERTO
OBERTO
Parma 935
Fu
Conte di Parma (935) e di Luni, e Marchese della Liguria Orientale.
FONTI
E BIBL.: F. da Mareto, Indice, 1967, 651.
OBERTO, vedi anche PALLAVICINO OBERTO
OBINDO VAGIENNIO, vedi BODONI GIAMBATTISTA
OBIZONI
ALBERTO
Colorno-12
ottobre 1215
Figlio
di Tigrimo. Essendosi trasferito per un lungo periodo in terra magiara, fu chiamato con
lappellativo da Ungheria, che divenne il nuovo cognome dei suoi discendenti Da uno
strumento dellarchivio capitolare di
Parma, relativo allanno 1202, si apprende che in qualità di medico fu al servizio
del vescovo Obizzo Fieschi dei conti di Lavagna. Grazie alle ricchezze accumulate, poté
fondare, due anni prima di morire, nel 1213, insieme col fratello Oddone e i due nipoti
Giovanni Giudice e bongiorno, i due benefici
di Santa Maria maddalena e Santa Margherita
nella Cattedrale di Parma. Sposò una Maria, che gli sopravvisse tre anni.
FONTI
E BIBL.: Proposta 3 1973, 9; C. Corradi, Parma e lUngheria, 1975, 24.
OBIZONI ALBERTO, vedi anche DA UNGHERIA ALBERTO
OBIZZO DA LAVAGNA, vedi FIESCHI OBIZZO
OBIZZONI ALBERTO, vedi DA UNGHERIA ALBERTO E OBIZONI ALBERTO
OBSERVARIO, vedi MATTIOLI LUCA
OCCHIALINO, vedi CHINELLI GIOVAN BATTISTA
OCCOLTI
CORONATO
Cannetolo
1557/1568
Scrisse un libretto in prosa con intercalati non pochi versi intitolato Trattato
de Colori di M. Coronato da Canedolo, nuovamente composto et stampato con
laggiunta del significato di alcuni doni, dal medesimo dato in luce (In Parma,
appresso Seth Viotto, 1568). Il Trattato de Colori lo dedicò alla sua innamorata
(molto magnifica signora, forse piacentina), stando in Piacenza il giorno 5 ottobre 1557,
e il significato di alcuni doni lo diresse
alla medesima da Milano l11 novembre 1567 (dicendo essersi trovato in Modena nel
Carnevale dello stesso anno spettatore di un tornèo). Dellopera, che è di carte 77
numerate da un lato solo, è notabile LAmor fuggitivo di Mosco tradotto dal Signor
Conte Aloisio Boschetti in sei ottave, riferito nel capo IX del Trattato de Colori,
a carte 23. Tradusse anche, lOccolti, una Descrizione di Stazio, in cui Marte pone
guerra tra gli Argivi e i Tebani.
FONTI
E BIBL.: I. Affò, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, 1743, IV, 128; Aurea
Parma 1 1958, 34, e 3/4 1959, 188; F. da Mareto, bibliografia,
II, 1974, 4.
OCTAVIA
IUSTA
Parma
ultimi decenni del I secolo d.C.
Fu forse figlia di Q. Octavius L.f.M., e quindi libera, dedicataria insieme al
padre e al fratello L. f. Festus e a liberti, di un cippo posto da L. Gavius Ionicus. Il
cognomen Iustus, comunissimo dappertutto, è documentato in unaltra epigrafe
parmense.
FONTI
E BIBL.: M.G. Arrigoni, Parmenses, 1986, 109.
OCTAVIA
SABINA
Parma
I secolo a.C./V secolo d.C.
Di condizione incerta, fu dedicataria, insieme a C. Albonius Viator, di
unepigrafe posta da [Oc]tavia Severa. Octavius è nomen molto diffuso in Cisalpina,
documentato in Parma in altre due epigrafi. Sabinus, cognomen diffusissimo ovunque e
presente a Parma in altre epigrafi, potrebbe indicare lorigine, anche remota, dal
centro Italia.
FONTI
E BIBL.: M.G. Arrigoni, Parmenses. 1986, 136.
OCTAVIA
SEVERA
Parma
I secolo a.C./V secolo d.C.
Di condizione incerta, dedicò a C. Albinius Viator e a Octavia Sabina
unepigrafe reperita a settentrione della città di Parma. Octavius è nomen assai
diffuso in tutta la Cisalpina. severus è
pure cognomen assai diffuso, soprattutto in Italia e nelle province celtiche,
frequentissimo anche nel Veleiate, ma documentato a Parma in questo solo caso.
FONTI
E BIBL.: M.G. Arrigoni, Parmenses, 1986, 137.
OCTAVIA
VICTORINA
Parma
I secolo a.C./V secolo d.C.
Di condizione incerta, coniunx di Q. Anitius Hermes, col quale visse trentun anni e
che le dedicò unepigrafe databile a età imperiale (formula D.M.), documentata a
Parma nella tradizione antica manoscritta e a stampa, ma poi perduta. La gens Octavia,
molto numerosa, diffusa in Cisalpina e presente anche nella zona a sud del Po, è
documentata a Parma in altre due epigrafi. Anche il cognomen Victorina, comunissimo, si
trova documentato nellItalia settentrionale, sporadicamente in Aemilia. A Parma è
presente unaltra Victorina, usato tuttavia come supernomen.
FONTI
E BIBL.: M.G. Arrigoni, Parmenses, 1986, 137.
OCTAVIUS
LUCIUS FESTUS
Parma
ultimi decenni del I secolo d.C.
Libero [VIvir] Aug(ustalis), dedicatario insieme al padre Q. Octavius e a Iusta di
un cippo posto da L.Gavius Ionicus. Il nomen Octavius, assai diffuso dappertutto e in
special modo in Cisalpina, è documentato in altre epigrafi parmensi. Festus è cognomen
molto diffuso soprattutto in Italia e nelle province celtiche, documentato anche a Veleia.
FONTI
E BIBL.: M.G. Arrigoni, Parmenses, 1986, 138.
OCTAVIUS
QUINTUS MENAS
Parma
ultimi decenni del I secolo d.C.
Libero, V[Ivir] [Aug(ustalis)] Fl(avialis), dedicatario insieme ai figli
L.[Octavius] Fes[tus] e Iusta e a liberti di un cippo presumibilmente databile, per i
caratteri paleografici e contenutistici, agli ultimi decenni del I sec. d.C., posto dal
[VI]vir Aug(ustalis) L. Gavius Ionicus. Il nomen Octavius, assai diffuso dappertutto e in
special modo in Cisalpina, è documentato in altre epigrafi parmensi. È difficile colmare
con certezza la lacuna relativa, presumibilmente, al cognomen, ipotizzato come M[el]a,
M[id]as oppure il più frequente M[en]as.
FONTI
E BIBL.: L. Grazzi, Parma romana, 1972, 110; M.G. Arrigoni, Parmenses, 1986, 139.
ODDENINO
MAURIZIO
1871-Monte
Rombon 27 agosto 1915
Figlio di Giovanni.Primo Capitano nel 1° Reggimento Alpini, fu decorato di
medaglia di bronzo al valor militare. Cadde mentre, alla testa dei suoi soldati,
combatteva eroicamente.
FONTI
E BIBL.: Rivista Eroica 2 1917; G. Sitti, Caduti e decorati, 1919, 174.
ODDI
ANGELO
Parma
1669-Parma 1714
Pittore, disegnatore e incisore. È citato dallo Zani come figlio di Mauro.
FONTI
E BIBL.: P. Zani, 1/14, 1823; U. Thieme-F. Becker, XXV, 559; A. Pelliccioni, Incisori,
1949, 121.
ODDI
ANTONIO
-Parma
4 agosto 1467
Fu un personaggio di rilievo nella chiesa
parmense del quattrocento. Uomo di cultura,
calligrafo esperto (trascrisse nel 1436 il codice dei Frutti della lingua di Domenico
Cavalca), fu creato canonico della Cattedrale di Parma il 27 febbraio 1439. Diventò
amministratore della Precettoria di SantAntonio e più tardi custode della
Cattedrale di Parma e della sagrestia. Lincarico di sacrista e fabbriciere lo ebbe
probabilmente nel 1458 poiché da questo periodo si trovano delle annotazioni di spese da
lui eseguite riguardanti, a esempio, la collocazione di un orologio ad pulsandam horas
continuas in sacrestiae Maiorjs Ecclesie, costruito da Antonius de Ramianis magister de
horeliorum, e dei dipinti effettuati da Bertolino de Grossi (1459) e da Jacopo
Loschi (1460) nella cappella di santagata in Duomo. Pochi anni prima della morte si
dedicò allo sviluppo dellOrdine dei canonici
Regolari di San Sepolcro e nella chiesa fondò il suo patronato, facendo costruire e
arredare (1465) la cappella a destra dellaltare maggiore, decorata dal pittore
Tommaso Costola. Vi fece pure costruire il suo sepolcro con la sua immagine ad altezza
naturale, rivestita dei paramenti sacerdotali, scolpita sulla lastra tombale da Alberto
Tajapreda di Verona al costo di sei ducati doro.
FONTI
E BIBL.: A. Pezzana, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, II, 1827, 272; V.
Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, appendice II, 1935, 407; Aurea Parma 3 1981, 264.
ODDI
ANTONIO
Montefeltro-Berceto
1586 c.
Nelle aggiunte fatte al libro degli Statuti di Berceto in data 8 giugno 1574, dopo
la sottoscrizione degli otto consiglieri del comune,
si legge: collintervento del magnifico Dottore in diritto canonico e civile signor
Antonio Degli Oddi Urbinate e loro pretore. In quellanno non era ancora nè
sacerdote nè prevosto ma, secondo linterpretazione più probabile, era invece
ancora pretore di Berceto. Cristoforo della Torre precisa il luogo di origine
dellOddi dicendolo di Montefeltro. Si può senzaltro stabilire che venisse
creato sacerdote e prevosto di Berceto tra il 1575 e il 1577.Con lOddi si
cominciarono a tenere i registri parrocchiali, dei quali però rimane solo quello dei
matrimoni, mutilo in principio e in fine. LOddi si sottoscrisse nei registri per
lultima volta il 3 giugno 1585: si può ritenere che egli reggesse la prevostura
fino al principio dellanno 1586.
FONTI
E BIBL.: G. Schianchi, Berceto e i suoi Arcipreti, 1927, 87-88 e 93.
ODDI
ANTONIO
Parma
XIX secolo
Comico, secondo brillante, attivo nel XIX secolo. Dopo aver fatto parte di società
filodrammatiche, si diede, con mediocre fortuna, allarte girovaga.
FONTI
E BIBL.: Gazzetta di Parma 3 giugno 1922, 4.
ODDI
DANTE
San
Pancrazio Parmense 1899-post 1937
Figlio di Alberto e di Desolina Mora. caposquadra
dell851a Bandera Amba Uork, fu decorato di
medaglia dargento al valor militare, con la seguente motivazione: Comandante di una
squadra, ardito e coraggioso, si distingueva durante unazione per la conquista di
forti posizioni avversarie. Ferito da fucileria ad una spalla, si recava al posto di
medicazione, si faceva estrarre il proiettile e, dopo una sommaria medicazione, riprendeva
il suo posto di combattimento (Trijueque, 10-13 marzo 1937).
FONTI
E BIBL.: G. Sitti, Eroismo dei legionari, 1940.
ODDI
FERDINANDO
Parma
1802
Sacerdote. Nellanno 1802 fondò in Parma lospizio delle arti.
FONTI
E BIBL.: F. da Mareto, Indice, 1967, 652.
ODDI
FRANCESCO
Colorno
1703
Nobile, fu nominato nel 1703 castellano del terzo di Colorno.
FONTI
E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, Appendice II, 1935, 407.
ODDI
GIOVANNI
Parma-1340
c.
Secondo
quanto afferma il da Erba enumerando gli storici di Parma, imperante Alberto I, fiorì
Gioanni degli Oddi Canonico, e delluna e laltra Legge Dottore letteratissimo,
quale latino scrisse, e con molta facondia Trattati dellorigine e costumi, vita e
morte di Macometto falso Profeta. Dellorigine e costumi de Popoli Longobardi;
e della vita e morte de suoi Re. Della vita di Carlo Magno Imperadore, e di Rolando
suo nipote; e della qualità, colore, e virtù delle Pietre preziose. Una Cronaca de
suoi tempi, che raccoglie quella di Salimbene di Adamo; i Fatti di tutta la Lombardia, e
della Patria fino allanno 1312; et una Regola generale del suggetto di tutte le
Leggi; e nella lingua volgare alcune Rime, e certe Tavole di Aritmetica, che di fare conto
insegnano (Compendio delle cose di Parma, ms.). Delle opere elencate dal da Erba,
lunica sopravvissuta e attribuibile allOddi è il Chronicon Parmense ab anno
MXXXVIII usque ad annum MCCCIX, auctore Anonymo Synchrono. Nunc primum in lucem prodit e
manuscripto Codice Bibliothecae Estensis (tomo IX della raccolta Rerum Italicarum
Scriptores, apprestata dal Muratori). Già il muratori
osservò come il Chronicon Parmense fosse cosa diversa sia dal libro de Cani, citato
dallAngeli, sia dalla Cronaca di Fra Salimbene. Da parte sua lAffò, prestando
fede al da Erba e confrontando il contenuto del Chronicon Parmense con i pochi elementi
descrittivi della Cronaca attribuita allOddi e riferiti dal da Erba (che raccolga
cioè quella di Salimbene de Adam, che abbracci i fatti di Lombardia, che riguardi gli
avvenimenti della patria e che giunga sino allanno 1312), si dichiarò convinto che
lOddi fosse effettivamente lautore del Chronicon Parmense. LAffo riuscì
anche a dimostrare, in modo piuttosto convincente, che il testo stampato dal Muratori (che
si ferma allanno 1309) era mutilo in fine e che lOddi scrisse sotto forma di
cronaca fino allanno 1312 e sotto forma di diario pressoché giornaliero almeno fino
al 1338, ciò che spiegherebbe perché altri codici del Chronicon Parmense proseguono
oltre lanno 1312 indicato dal da Erba.
FONTI
E BIBL.: I. Affò, Memoria degli scrittori e letterati parmigiani, I, 1789, 281-286; V.
Spreti, enciclopedia storico nobiliare, appendice II, 1935, 408.
ODDI
GIOVANNI
Roccabianca
XVIII secolo
Rettore di San Michele di Roccabianca, fu autore di inedite Memorie rimarchevoli.
FONTI
E BIBL.: F. da Mareto, Indice, 1967, 652.
ODDI
GIOVANNI ANTONIO
Parma
1651
Fu creato nobile coi suoi discendenti dambo i sessi con patente del duca di
Parma Ranuccio Farnese del 28 ottobre 1651. LOddi fu investito, assieme ai
discendenti maschi, dal duca di Parma del feudo di Lesola, elevato a contea.
FONTI
E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, appendice
II, 1935, 408.
ODDI
GIULIO
San
Secondo Parmense 1914-Africa settentrionale
26 novembre 1941
Figlio di Luigi. Sergente del 46° Reggimento Artiglieria, fu decorato di medaglia
di bronzo al valor militare, con la seguente motivazione: Capo pezzo di una batteria
motorizzata, nel corso di un attacco sostenuto con mezzi corazzati, incendiatesi le
cariche di lancio del proprio pezzo, per effetto del tiro avversario, accorreva per domare
le fiamme e limitare i danni. Nel coraggioso tentativo, veniva colpito a morte.
FONTI
E BIBL.: Bollettino Ufficiale 1949, Dispensa 17a,
2935; Decorati al valore, 1964, 115.
ODDI MARGHERITA, vedi CAVATORTA DEGLI ODDI MARIA MARGHERITA
ODDI
MAURO
Parma
1639-Parma 22 febbraio 1702
Fu pittore, architetto e incisore. Dapprima studiò lettere e poi si dedicò
appassionatamente alla pittura. I rapporti dellOddi con la casa ducale dei Farnese
furono per tutta la vita molto stretti tanto che, proprio per volere dei duchi,
lOddi venne mandato giovanetto a Roma a studiare presso Pietro Berettini da Cortona,
da cui si fermò per sei anni. Sebbene in nessun documento venga riportata la data di
questo soggiorno romano, è possibile, tuttavia, avanzare lipotesi che tale
soggiorno sia avvenuto nel sesto decennio del Seicento e che sia stato voluto dalla
duchessa Margherita de Medici, moglie di Odoardo Farnese e madre di Ranuccio. Questa
supposizione pare confermata anche dallo Zanotti che riferisce che Giuseppe Maria Moretti
nel 1659 avrebbe intagliato, per uno stampatore parmense, moltissimi legni che erano già
stati disegnati dallOddi. Tale fatto induce a credere che in quella data
lOddi, tornato probabilmente a Parma, in modo da essere in contatto con lo
stampatore, avesse concluso la sua formazione o, per lo meno, i suoi studi, tanto da
godere già di una certa notorietà. Anche il ritorno dellOddi a Parma fu voluto dai
duchi, che gli vollero affidare la decorazione a fresco degli appartamenti ducali nella
villa di Colorno, residenza a una ventina di chilometri da Parma. I continui lavori
eseguiti per i Farnese gli fruttarono, non si sa in che data, la nomina di architetto di
corte e probabilmente anche quella di pittore di corte. Da una lettera riportata dal
Campori, risulta che lOddi sarebbe stato a Parma discepolo in geometria di Ludovico
Antonio David, dal quale avrebbe appreso larte di trasferire dalla curva in piana
superficie le dette cupole (si tratta delle cupole del Correggio che David riprodusse per
inserirle in una sua vasta opera, Disinganni delle principali notizie delle arti del
disegno, la cui prima parte è una biografia dellartista emiliano). Padre Resta,
letterato e collezionista, in concorrenza con David iniziò a sua volta uno studio sul
Correggio e, portatosi appositamente a Parma, richiese la collaborazione dellOddi
per lesecuzione delle tavole riproducenti le cupole, secondo la tecnica adottata da
David. Ma questo lavoro, per motivi non chiari, non venne condotto a termine. Della vita
privata dellOddi si sa piuttosto poco: ebbe due figli, entrambi pittori, Nicola o
Niccolò e Angelo. Lattività dellOddi fu intensa e varia. Accanto alla
riflessione teorica sullarchitettura, contenuta nei Due libri delle Regole di
Architettura citati dallAffò e dallOrlandi, rimasti inediti per il
sopraggiungere della morte, va posta lattività pratica per la costruzione in Parma
della facciata della chiesa di Santa Lucia e soprattutto per lesecuzione di buona
parte degli ornati esterni nella chiesa di Santa Maria della Steccata nel periodo
1695-1697 e successivamente una collaborazione per qualche progetto dellinterno
della medesima chiesa. A ciò va aggiunta lesecuzione di un deposito nel Duomo, per
Tommaso Saladino, stimato vescovo di Parma. Da non trascurare è lesecuzione, come
disegnatore, nellarco di quattro anni, di più di 2000 medaglie per la Galleria
Ducale. È pure interessante un suo Libro di schizzi dedicato al conte Vincenzo Piazza,
nel quale sono contenuti sedici ritratti di alcuni pittori, scultori, architetti,
intagliatori e fonditori parmigiani (Biblioteca Palatina di Parma, ms. 3706). Si conoscono
di lui due incisioni, siglate M.O.S., dallAdorazione dei pastori del Parmigianino e
dal Ratto dEuropa di Agostino Carracci. Vasta risulta essere pure la produzione
pittorica dellOddi, con tele eseguite sia per la casa ducale sia per chiese e
privati. Per la chiesa di San Vitale a Parma eseguì un San Carlo che dà le elemosine,
per la biblioteca di San Giovanni Evangelista un Cristo nel tempio tra i dottori e per la
chiesa di San Giuseppe I Santi Carlo e Filippo Neri. Nella chiesa delle Carmelitane Scalze
di Modena lOddi dipinse una Santa Teresa in deliquio e a Piacenza, in Santa Brigida,
una Pietà. Secondo il Campori, poi, numerose sarebbero state le tele eseguite per il
Palazzo del giardino a Parma, ma di esse non si hanno altre testimonianze.
FONTI
E BIBL.: G. Zanotti, Storia dellAccademia Clementina di Bologna, Bologna, 1739, tomo
II, libro 3°, 17; P. Orlandi, Abecedario pittorico, Venezia, 1753, 375, 572; G. Gori
Gandellini, Notizie istoriche degli intagliatori, Siena, 1771, volume II, 339; C.H.
Heinecken, Dictionnaire des artistes, dont nous avons des estampes avec une notice
detallié de leurs ouvrages gravés, Leipzig, 1778-1795, volume III, 647; C. Ruta, Guida
ed esatta notizia a forestieri delle più eccellenti Pitture che sono in molte
chiese della città di Parma, Milano, 1780, 50, 71; I. Affò, Il parmigiano servitor di
piazza-almanacco per lanno 1793-1794, Parma, 1793-1794, volume II, 56, 57, 71; L.
Lanzi, Storia pittorica della Italia, Venezia, 1795 (ed. consultata, Venezia, 1838, volume
VIII, 110); I. Affò, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, Parma, 1797, volume
V, 273; M. Huber, Catalogue Raisonné du Cabinet dEstampes du feu Monsieur Winckler,
Leipzig, 1803, volume II, 663; J. Baverel, F. Malpé, Notices sur les graveurs qui nous
ont laissé des estampes marquées de monogrammes, chiffres, rébus, lettres initiales,
Besançon, 1807-1808, 96-97; G. Gori Gandellini-L. De Angelis, Notizie degli intagliatori
con osservazioni critiche, Siena, tomo II, 1808, 277; F. Brulliot, Dictionnaire des
monogrammes, marques figurées, lettres initiales, noms abréges, München, 1817 (edizione
consultata München, 1832, I parte, n. 2903, 2907, II parte, n. 2034); P. Zani, enciclopedia metodico-critico ragionata delle
Belle Arti, Parma, 1819-1824; A. Bartsch, Le Peintre-Graveur, Wien, 1821, volume XXI,
212-213; L. Testi, Parma, Bergamo, 1905, 85;
N. Pelicelli, Guida di Parma, Parma, 1906, 67, 170, 176, 217; E. Massa, Parma Città e
provincia, Parma, 1914, 89; M. Salmi, Bernardino Zaccagni e larchitettura del
Rinascimento a Parma, in Bollettino dArte 1918, 126-127; G. Boffito, Frontespizi
incisi nel libro italiano del Seicento, Firenze, 1922, 97, 126; L. Testi, Santa Maria
della Steccata in Parma, Venezia, 1922, 90, 91, 93 (nota 322), 94, 202, 205, 238-239; N.
Pelicelli, in U. Thieme, F. Becker, Allgemeines Lexicon der Bildenden Künstler, Leipzig,
volume XXV, 1931, 559; F. Bernini, Storia di Parma, Parma, 1954; E. Benezit, Dictionnaire
critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs et Graveurs de tous le
temps, Paris, 1955, volume VII, 407; Dizionario Enciclopedico Italiano, Roma, 1959, volume
X, 276; M. Zanzucchi Castelli, Mauro Oddi, pittore, incisore e architetto, in Gazzetta di
Parma 27 marzo 1960, 9; G. Pighini, Storia di Parma, Reggio Emilia, 1965, 84, 110; P.
Martini-G. Capacchi, Larte dellincisione in Parma, Parma, 1960, 36; E. Nasalli
Rocca, I Farnese, Milano, 1969; E. Del Vecchio, I Farnese, Roma, 1972; G. Gaeta Bertelà,
S. Ferrara, Incisori bolognesi ed emiliani del secolo XVIII, Bologna, 1974, 501;
Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dallXI al XX
secolo, Torino, 1975, volume VIII, 188-189; F. E. Joubert, Manual de lamateur
destampes, Paris, 1821, volume III, tav. n. 15; P. Donati, Nuova descrizione della
città di Parma, Parma, 1824, 86, 167, 175; L. Malaspina di Sannazzaro, Catalogo di una
raccolta di stampe antiche, Milano, 1824, volume II, 107-108; A. Pezzana, Memorie degli
scrittori e letterati parmigiani raccolte dal padre I. Affò e continuate da Angelo
Pezzana, Parma 1825-1833, volume III, 914, e volume IV, 42, 82; J. Heller, Monogrammen
Lexicon, Bamberg, 1831, 273; S. Ticozzi, Dizionario degli architetti, scultori, pittori,
Milano, volume III, 1832, 63; G.K. Nagler, Künstler-Lexicon, Leipzig, 1835-1852, volume
XI, 411; G. Bertoluzzi, Nuovissima guida per la città di Parma, Parma, 1836, 141, 148,
170, 183; G.K. Nagler, Die Monogrammisten, München, 1839, volume IV, 645, n. 2033; L.
Scarabelli, Guida ai monumenti storici ed artistici della città di Piacenza, Lodi, 1841,
15 (nota), 168; C.H. Le Blanc, Manuel de lamateur destampes, Paris, 1854-1888,
volume III, 113; G. Campori, Gli artisti italiani e stranieri negli stati estensi, Modena,
1855, 336; G. Campori, Lettere artistiche inedite, Modena, 1866, 520-521; G. Campori,
Raccolta di cataloghi et inventarii inediti, Modena, 1870, 272, 273, 278, 282, 505-507; A.
Saubert, Künstlerlexicon, Stuttgart, 1878-1879, volume III, 3; Guida di Parma e
provincia, a cura di L. Battei, Parma, 1897, 181, 235, 238, 258; G.B. Janelli, Dizionario
biografico dei Parmigiani; Enciclopedia italiana, XXV, 1935, 169; Enciclopedia pittura
italiana, II, 1950, 1781; Dizionario architttura e urbanistica, IV, 1969, 249; Parma
nellArte 2 1981, 27-42; Dizionario Enciclopedico Pittori e incisori Italiani, Milano-Torino, 1975, VIII,
188-189; Aurea Parma 1 1987, 33.
ODDI
NICCOLÒ
Parma
1672-Roma 18 febbraio 1717
Figlio del più celebre Mauro, fu anchegli incisore. Attivo a Parma nel 1711,
si trasferì in seguito a Roma. Incise a bulino e fu maestro di J.J. Frey.
FONTI
E BIBL.: H.H. Füssli, Dizionario, 2, 1806-1821; Nagl., Dizionario, X, 1841; P. Zani,
1/14, 1823; Le Bl., Man., III, 1888, Heinec.,
Dizionario, 1778; U. Thieme-F. Becker, Künstler-Lexicon XXV, 559-560; A. Pelliccioni,
Incisori, 1949, 121; Arte e incisione a Parma, 1962, 40.
ODDI NICOLA o NICOLò, vedi ODDI NICCOLò
ODDI
SFORZA
Perugia
1540-Parma 1611
Da giovane scrisse alcune commedie, poi si diede agli studi giuridici e tenne
cattedra a Perugia, a Macerta, a Pisa, a Pavia, a Padova e infine a Parma, chiamatovi da
Ranuccio Farnese che lo creò consigliere del Ducato. Appartenne allAccademia
perugina degli Unisoni e poi a quella degli Insensati. Nel 1573 tentò, senza successo, di
ottenere un incarico a Roma presso la Sacra Rota. Le commedie scritte dallOddi sono:
Erofilomachia (Perugia, 1572), Morti vivi (Perugia, 1576; largomento deriva dagli
Straccioni di Annibal Caro, però il carattere è qui più avventuroso e romanzesco) e la
Prigione damore (Firenze, 1590). A questultimo lavoro lOddi fa precedere
un prologo, nel quale, in un dialogo tra la commedia e la tragedia, si formulano già i
principi del dramma borghese e della commedia lagrimosa, dove la serietà e il pianto
devono mescolarsi col riso. Le ponderose compilazioni fatte dallOddi come giurista
(De fideicommissis, Venezia, 1622) furono presto dimenticate.
FONTI
E BIBL.: Dizionario UTET, IX, 1959, 340; Storia civiltà letteraria, 1993, II, 483.
ODDONE
Parma
1055
Fu Canonico e Prevosto della Cattedrale di Parma nellanno 1055.
FONTI
E BIBL.: F. da Mareto, Indice, 1967, 653.
ODOARDI
STEFANO
Guastalla
ante 1660-post 1696
Sacerdote e cantore (basso), fu ammesso alla chiesa della Steccata di Parma il 5
maggio 1660, ove restò fino a tutto laprile del 1696. LOdoardi nel Giove
dElide, musicato da Marco Uccellini e rappresentato nel 1677 al Teatrino di Corte di
Parma, sostenne la parte di Nettuno e nel 1688 nel nuovo Teatro Ducale di Piacenza cantò
nellErcole trionfante.
FONTI
E BIBL.: Archivio della Steccata, Mandati, 1656-1661, 1695-1698; L. Balestrieri, Feste e
spettacoli, 121; N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 100.
ODOARDO FARNESE, vedi FARNESE ODOARDO
ODONE
Parma
1300
Secondo il Pico (ma la notizia è riportata anche da Elmerico) lOdone fu
vescovo di Parma dopo Goffredo da Vezzano (morto nel marzo 1300) e prima di Papiniano
della Rovere (nominato il 3 giugno 1300 ma che si portò a Parma solo nellagosto
1300). LOdone avrebbe materialmente sottoscritto la condanna al rogo di Gerardo
Segalello (eseguita il 18 luglio 1300) e favorito il cardinale Bianchi nellopera di
edificazione del Monastero cistercense di San Martino dei Bocci.
FONTI
E BIBL.: R. Pico, Appendice, 1642, 230.
OFILIUS
CAIUS DIADOCUS
Parma
I secolo a.C./V secolo d.C.
Di condizione incerta, fu il dedicante di un piccolo cippo marmoreo,
presumibilmente attribuibile per i caratteri paleografici e contenutistici (forma della T,
punteggiatura a triangoli, indicazione degli anni di vita matrimoniale) a età imperiale,
mutilato della parte supeirore e mancante della parte centrale. Il cippo è dedicato alla
consorte, con la quale lOfilius visse per ventisette anni, fino alla vecchiaia
(consenui). Il nomen, in gran parte illeggibile, è stato ricostruito in vario modo: si
propone la lettura O[fil]ius, possibile per lo spazio a disposizione e perché la lettera
iniziale sembra essere una O. Il nomen è presente, in cispadana, a Modena e Rimini. Il cognomen
grecanico Diadocus, piuttosto raro e reso solidamente Diadochus, non è documentato in
Cisalpina. Il Bormann preferisce leggere dialogus,
soluzione che un successivo esame autoptico del reperto ha reso improbabile.
FONTI
E BIBL.: M.G. Arrigoni, Parmenses, 1986, 140.
OFTALMO, vedi BERNIERI AURELIO
OGNIBENI
SIGISMONDO
Parma-Parma
29 agosto 1622
Di umili natali, fu frate carmelitano di grandissimo credito e stima, che si
acquistò mediante la bontà di vita, il valore nella dottrina e la destrezza e la
prudenza di cui diede prova in diverse occasioni. Arrivò al generalato della
Congregazione mantovana e fu in predicato di divenire Generale di tutto lordine. Morì invece in assai giovane età. Fu
seppellito nella chiesa del Carmine di Parma con grandi onori tributatigli
dallintera città.
FONTI
E BIBL.: R. Pico, Appendice, 1642, 80.
OLARI
FERDINANDO
Berceto-Santa
Lucia di Tolmino 23 ottobre 1915
Alpino del Reggimento Alpini, fu decorato di medaglia di bronzo al valor militare,
con la seguente motivazione: Non curante del pericolo si spingeva contro i reticolati
nemici nellintento di sfondarli; ma quando già aveva iniziato, con la maggiore
abnegazione, lardita impresa, cadeva colpito a morte.
FONTI
E BIBL.: Bollettino Ufficiale 1916, Dispensa 72a,
3998; Decorati al valore, 1964, 23.
OLARI
LODOVICO
Langhirano-Costone
Roccioso di Meniak 21 agosto 1917
Alpino del Reggimento Alpini, fu decorato di medaglia dargento al valor
militare, con la seguente motivazione: Pieno di entusiasmo e coraggio, si gettava
allassalto alla baionetta contro un appostamento nemico per tiratori.Ferito
gravemente, incurante del dolore, cercava di raggiungere il proprio ufficiale.Nuovamente
ferito, trovava gloriosa morte sul campo.
FONTI
E BIBL.: Bollettino Ufficiale 1918, Dispensa 67a,
5424; Decorati al valore, 1964, 53.
OLARIO
ANTONIOLO
Vianino
1344
Notaio. Il 30 luglio 1344 rogò latto Electio Presbiteratus Presbiteri de
Grota in castro pelegrini dioecesis placentiae in ecclesia dicti castri. Coram Dominus
Oddone Archipresbitero plebis de Verona, Iacobo Zarollo presbitero beneficii S. Cristinae,
D.no Presbitero Gerardo Beneficii S. Michaellis, presbitero Iohanne dicti beneficii
rectore testibus rogatis.
FONTI
E BIBL.: A. Micheli, Giusdicenti, 1925, 18.
OLDEMARO
Parma
1033
Fu Canonico e Arcidiacono della Cattedrale di Parma nellanno 1033.
FONTI
E BIBL.: F. da Mareto, Indice, 1967, 654.
OLDOFREDI
GIAN ALFONSO
Parma
9 marzo 1576-post 1634
Figlio
di Gian Francesco e Polissena Bravi, abitante nella vicinanza di SantApollinare in
Parma. Nobile benedettino, fu insigne matematico, professore e lettore negli anni
1633-1634 nel Monastero di San Giovanni in Parma. partecipò
attivamente al movimento scientifico che ebbe un centro notevole nel Convento stesso. Tra
i suoi allievi vi fu Vittorio Siri. Niccolò Cabeo, gesuita ferrarese che stampò il suo
Comento sopra le Meteore di Aristotele (Roma, Corbelletti, 1646), parlando della coclea di
Archimede, scrisse: Non immoror, ut expendam hoc instrumentum, et prorsus admirabilem ejus
naturam demonstrem, cum et satis habeat commendationis ab auctore archimede, et nobilissimus vir Guidobaldus a Monie
librum reliquerit, quo egregiis demonstrationibus illustravit rem hanc, qui liber eo quod
sit posthumus ultimam manum ab auctore accipere non potuit: sed nactus est similis ingenii
virum Alphonsvm ab iseo nobilem parmensem
virum in Mathematicis apprime eruditum, qui quae desiderabantur accuratiora, additis, ut
opus erat demonstrationibus, et immutatis, immortalitati conservavit: utinam solem
aspiciat, ut tantum instrumentum digno ut par est ingenio pertractetur.
FONTI
E BIBL.: I; Affò, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, Parma, 1797, tomo
quinto, 80-81; G. Berti, Studio universitario parmense, 1967, 65.
OLGIATI
GIUSEPPE
Milano-Como
29 luglio 1736
Nato da nobile famiglia di origine comasca, lOlgiati fu dapprima militare,
ma, in seguito, avendo ricevuto in battaglia una ferita, entrò tra i Carmelitani scalzi
di Santa Teresa. Poi ne uscì, non avendo ancora fatto i voti, e si recò a Roma in
prelatura. Fu eletto Vescovo di Parma da papa Innocenzo XI il 15 ottobre 1694 e consacrato
il 21 ottobre dello stesso anno. Il 29 novembre il vicario Dalla Rosa fece leggere in
Capitolo le lettere dellOlgiati a lui dirette (accompagnate da un breve apostolico)
con le quali lOlgiati partecipò al Capitolo la sua elezione, confermò suo vicario
il Dalla Rosa e, con mandato di procura, lo incaricò di prendere possesso della chiesa di Parma in suo nome. LOlgiati entrò
in forma privata in Parma il 15 febbraio 1695 e fece il solenne ingresso il 24 febbraio:
cantò la messa pontificale in Duomo e lesse una breve ma elegante omelia. Subito fu
chiamato a dirimere una spinosa controversia con i monaci cassinesi di San Giovanni evangelista. Era uso antichissimo della città di
Parma che nelle processioni delle litanie maggiori di San Marco (25 aprile) e in quelle
minori delle rogazioni il clero tutto si portasse a visitare le chiese, cantandosi in
ciascuna di esse lantifona e lorazione propria del titolare. Al termine
dellorazione il diacono, vestito dei sacri paramenti, ascendeva al presbiterio
dellaltare maggiore, dove intimava la partenza al clero e al popolo col procedamus
pace. Nella chiesa di San Giovanni Evangelista, nel momento di dare principio alla sacra
funzione fu riferito al Capitolo della Cattedrale che i monaci non volevano permettere che
il diacono salisse i gradini del presbiterio nella loro chiesa e intonasse il procedamus
in pace, col supposto che quella fosse una novità praticata solo nellanno passato.
Nonostante lintervento del Capitolo, i monaci furono irremovibili. della questione fu allora investito
lOlgiati, che stava partendo per Milano. Prese informazioni, lOlgiati mandò
il suo maestro di camera allabate Doria a pregarlo in suo nome di compiacersi di
fare in modo che non fosse impedita la solita funzione praticata negli anni precedenti.
Essendo labate fuori di città, il Priore, che ricevette lambasciata (sono
parole dellOlgiati) mi mandò un Padre che dicea che solo lanno scorso fu
introdotta tal novità, che il diacono ascendesse la scalinata. Ma essendo già
incominciata la processione, io pregai il Padre a permettere che si facesse ciò che fu
praticato lanno scorso, colla protesta ancora per istromento che questatto non
rendesse pregiudicio ad alcuna della parti. Mi rispose che non avea facoltà bastante per
appigliarsi a tal partito, onde dubitando io di qualche sconcerto, risolsi di portarmi
personalmente alla sacra funzione. Giunto in chiesa, fu osservato che era già terminata
la messa solenne, solita a cantarsi nel tempo appunto che passa per la chiesa la
processione, e che i Padri erano schierati su gli ultimi gradini del Santuario, e che le
candele dellaltar maggiore erano estinte. Dette dallarciprete le solite preci,
il diacono si pose per salire i suddetti gradini; e i Padri tutti uniti se gli avventarono
contro per respingerlo e batterlo, senza riflettere agli abiti sacri di cui era vestito.
Io a tal vista mi mossi ad oggetto dinsinuare ai PP. la protesta già accennata; ma
essi fecero forza non solo alla mia persona, ma ancora al Capitolo, Consorzio, Clero, e
città, che tutti uniti accorsero al comune riguardo. In quella mischia io procurai di
capacitare i PP. a non usare violenze, contro chi non poteva recargli pregiudicio alcuno,
non trattandosi di questione giurisdizionale. Ma essi non riflettendo nè al luogo sacro,
nè al carattere consegrato, nè alle persone ecclesiastiche, nè alle persuasive del
Governatore della città, non vollero cessare dalle violenze, dimostrando con fatti, con
armi, e bastoni la loro sfrenata passione. Quando però a Dio piacque, essendo io
assistito da tutto il Clero della città, e popolo, che commosso dallo strano accidente
piangeva, il diacono fece la sua funzione, ed io colla stessa assistenza me ne partii
dalla chiesa, ed il Governatore prese lassunto di ragguagliare V. A.S.con tutta
sollecitudine.Io ringrazio Iddio benedetto che mabbia dato questo campo di meritare
qualche cosa per il suo santo amore, e mi abbia dato lume di asternermi
dallinterdire detta chiesa, come io era con universale istanza persuaso.Non volendo
io prendere i rimedii dovuti ad un tale scandalo, senza lassenso e partecipazione
V.A.S., ho stimato debito della venerazione che devo a V.A.S.e del fermo proposito di
dipendere intieramente da suoi cenni serenissimi, rappresentare a V.A.il fatto,
sperando che dalla clementissima sua prudenza e pietà sarà provveduto, non solo allo
scandalo ed attentati passati, ma a quelli che potrebbero in avvenire succedere contro il
diacono suddetto, ed altri che accorressero al successo. LOlgiati, con sua lettera
del 27 dicembre 1695, supplicò poi la Congregazione dei Cardinali del perpetuo silenzio
alla causa criminale, acciò li Padri che sono stati assentati da questo monastero,
possano ricevere la grazia delle EE.VV. dessere restituiti alle loro cariche. Con
questatto di soave clemenza obbligheranno lEE.VV. sempre più la mia
umilissima ubbidienza colla quale profondamente minchino.Si pervenne poi a un
definitivo accordo tra lOlgiati e i monaci benedettini: Considerando il Vescovo di
Parma unitamente con lAbate e i Monaci Cassinesi di San Giovanni Vangelista della
stessa Città, quanto sia necessario per pubblico bene, e per decoro della chiesa di Dio
lunione de corpi ecclesiastici, e riflettendo allo sconcerto accaduto
lanno passato 1695 nel giorno di San Marco, in occasione della Processione delle
Rogazioni, e a quelli che potriano succedere in avvenire se non si ponesse qualche regola
alle presenti controversie, perciò il Vescovo e Abate sudetti uniti e solo intenti a
glorificare S.D.M., posposto ogni umano riguardo, si sono convenuti, riservato però
sempre il beneplacito ed approvazione Apostolica, che il Diacono ascenda nel presbitero, e
nellintonare il Procedamus in pace, si fermi nel listone nero segnato nella pianta
che si manda unita colla lettera A, come sito più proprio ad intimare la partenza del
Clero. Il 2 settembre 1696 lArciconfraternita delle Cinque Piaghe passò alla chiesa
di SantAmbrogio, parrocchia soppressa, col consenso dellOlgiati,
trasportandovi con solenne pompa da San Siro, ove erano state nei quattro anni
antecedenti, le immagini del Salvatore e della Benedetta. Essendosi poi resa vacante la
carica di vicario per la promozione del canonico Giulio Dalla Rosa al vescovado di Borgo San Donnino (nominato da papa
Innocenzo XII nel mese di aprile del 1698), lOlgiati elesse il nuovo vicario nella
persona del conte e canonico Luigi Dalla Rosa (17 aprile 1698).Il 6 maggio 1697 consacrò
la chiesa di Santa Lucia in Parma. Il 28 aprile 1698 il duca Francesco Farnese scrisse ai
canonici chiedendo la soppressione della chiesa di San Siro, che si trovava in uno stato
infelice, tanto nel formale, quanto nel materiale. Mentre i canonici risposero al Duca che
avrebbero fatte le loro riflessioni, senza altri indugi, lOlgiati con decreto del 12
febbraio 1699 la dichiarò soppressa. Il 10 agosto 1706 benedisse solennemente la prima
pietra della fabbrica della chiesa di San Pietro dAlcantara dei Francescani della
Riforma.Il 9 settembre 1707 morì il canonico Boscoli: il suo canonicato fu conferito
dallOlgiati a Giacomo Buralli (17 settembre 1707).LOlgiati nel 1710 fu a Roma
e scrisse il 31dicembre una lettera al Capitolo di Parma in ringraziamento degli auguri
per Natale. Essendosi rinnovate le controversie circa la giurisdizione spirituale e
temporale dei Mezzani, feudo della mensa episcopale, ed essendo a conoscenza di non poter
sostenere i suoi diritti, piuttosto che affrontare nuovi gravi dissidi, lOlgiati
rinunciò la diocesi il 21 gennaio 1711 in
mano di papa clemente XI e venne trasferito
dal pontefice al vescovado di Como (che tenne poi per venticinque
anni).Il 16 giugno 1711, con lettera al
Capitolo di Parma, lOlgiati fece la cessione di tutto largento esistente
presso lorefice milanese gaspare
Mantelli per realizzare un tabernacolo dargento per la Cattedrale di Parma,
corrispondente allostensorio che egli aveva già donato, senza per altro si facesse
alcun accordo collartefice intorno al prezzo della fattura. LOlgiati dovette
rinunciare anche il Vescovado di Como nellanno 1735 perché le sue già gravi condizioni di salute peggiorarono ulteriormente. Fu
sepolto nella Cattedrale di Como.
FONTI
E BIBL.: G.M. Allodi, Serie cronologica dei vescovi, II, 1856, 306-333; A. Schiavi,
Diocesi di Parma, 1940, 242.
OLIVA
ALBERTO
Parma
ante 1652-Parma 1702 c.
Fu un raffinato marmorino-scultore.Al 1652 sembra debbano risalire i frammenti
bronzei del Monumento a Giacinta Sanvitale nella chiesa di San Rocco a Parma, costituiti
da sei bassorilievi raffiguranti altrettanti santi e due statuine di Angeli reggi
candelabro (cfr.anche M.Zappata, ms., c.52; C.Vaghi, 1725, 258 e seguenti; L.Testi, 1907,
110; A.Santangelo, 1934, 90).Dieci anni dopo, il 10febbraio 1662, lOliva ricevette
in Parma otto ducatoni dargento dal Desideri, procuratore dei Padri Serviti di
Soragna, per i capitelli e le basi forniti al convento soragnese (perduti).Nel 1671 poi
fornì i capitelli e le basi in marmo delle lesene nella facciata incompiuta della Certosa
di Parma e quattro anni dopo terminò lancona di San Mauro nel transetto della
chiesa di San Giovanni Evangelista, ornandola di tarsìe marmoree, assai simili a quelle
dellaltare di Soragna, e di alcune statue di angeli.Nel 1683 eseguì un complesso
altare per la chiesa parmense dei Carmelitani dedicata a Santa Maria Bianca (trasportato
nel 1812 nella cappella di Santa Teresa in Duomo): esso va considerato il capolavore
dellOliva scultore, prezioso sia per la finissima lavorazione dei marmi che per le
notevoli diverse statue alloggiatevi.Forse ancora nel 1683 eseguì laltare e la
balaustrata della chiesetta intitolata alla Madonna della Scala (laltare si trova
nella quarta cappella a sinistra nel Duomo, donato nel 1819 dal Vescovo Caselli). Aprima
del 1696 di certo risalgono i due pregevoli altari e le rispettive ancone nella chiesa di
Santa Croce e nelloratorio di San Carlo, annesso alla Rocca di Fontanellato, che
sono agevolmente ascrivibili allOliva, uno dei quali è ricordato dal Fontana, però
senza il nome dellautore, come vago ornamento di scelto marmo ottimamente
scarpellato (1696, 367).Lattribuzione risulta attendibile anche dal fatto che
proprio nel 1696 lOliva fu attivo a Soragna.Lanno seguente il compimento
dellaltare di Santa Croce, cioè nel febbraio 1699, lOliva iniziò il bel
camino di marmo rosso di Verona, posto in opera nel mese di agosto, per la sala
dellarchivio nel Monte di Pietà di Busseto (C.Mingardi, 1973, 185).Le ultime
notizie che si conoscono su di lui sono quelle, fornite dallo Scarabelli Zunti, del 1701,
quando lOliva eseguì alcuni camini per il palazzo di Parma del marchese
Boscoli.Presumibilmente in quel periodo lOliva dovette mancare alla vita: emerge
infatti dal 1703 la personalità del figlio Pietro, che solo allora potè firmare
contratti ed assumere lavori.
FONTI
E BIBL.: P.Zani, Eciclipedia Metodica di Belle Arti, XIV, 1823, 138; E.Scarabelli Zunti,
Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, V, 255, VI, 305; G.Godi, Soragna:
larte dal XIV al XIXsecolo, 1975, 93-94; M. Pellegri, Boudard statuario, 1976, 27.
OLIVA
DOMENICO
Torino
1860-1917
Nato da padre napoletano, visse non p ochi anni a Parma dove fu studente e poi
insegnante e di cui fu anche rappresentante elettivo in Parlamento.Avvocato, deputato e
giornalista, fu poeta nè alto nè volgare, ebbe voci e ritmi singolari: fu originale pur
nel suo leopardiano scetticismo, e gentile e cavaliere nellarte come nella
vita.Disperatamente spenceriano e individualista, tanto che rimproverava a Gaetano Negri
deficenza di agnosticismo, diede alla sua poesia un tono desolato sino alla monotonia, ma
eletto nella forma e nelle movenze (Bocchialini).Suoi scritto sono nelle riviste Prime
Armi e lEmilia
FONTI
E BIBL.: J. Bocchialini, Poeti secondo Ottocento, 1925, 141.
OLIVA
EUGENIO
Parma
1896/1914
Tenente colonnello del 7° Reggimento fanteria, fu decorato di medaglia di bronzo
al valor militare, con la seguente motivazione: Per lintelligente ed efficace azione
esercitata nel dirigere le truppe poste ai suoi ordini, durante il combattimento (Kaulem,
27 luglio 1914).Si distinse poi, nel reggere il comando del presidio di Guba.
FONTI
E BIBL.: G.Corradi- G.Sitti, Glorie alla conquista dellImpero, 1937.
OLIVA
FRANCESCO ALBERTO
Parma
prima metà del XVII secolo
Scultore attivo nella prima metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, V, 254.
OLIVA
GIOVANNI BATTISTA
Parma
prima metà del XVII secolo
Scultore tagliapietre attivo nella prima metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Arti parmigiane, V, 261.
OLIVA
PAOLO
Parma
prima metà del XVII secolo
Scultore tagliapietre attivo nella prima metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, V, 261.
OLIVA
PIETRO
Parma
1653 c.-post 1703
Figlio di Alberto.Fu anchegli scultore, attivo tra la fine del XVII secolo e
i primi anni del Settecento.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, V, 254.
OLIVA
WALTER
Vermiglio
28 marzo 1878-Carignano di Vigatto 30 giugno 1957
Per vicende famigliari, lasciò fanciullo la terra natìa, stabilendosi a Parma,
accolto da parenti.Entrò in Seminario a Parma per gli studi ginnasiali e
teologici.Ordinato sacerdote a Parma il 24 maggio 1902, per due anni insegnò nel seminario di Berceto.Dal 1904 al 1907 fu vicario
cooperatore a Colorno e dal 1907 al 6 dicembre 1932 fu parroco di Costamezzana (dove
costruì la nuova chiesa).Fu infine parroco di Carignano dal 5 marzo 1933 al 30 giugno
1957.Durante la seconda guerra mondiale fu protagonista di un atto eroico: il 25 aprile
1945, avendo un comando tedesco effettuato un rastrellamento in tutto il paese di
Carignano e arrestato, nel cortile di una casa, una sessantina di uomini, lOliva,
nonostante le precarie condizioni di salute, si offerse ai tedeschi quale ostaggio in cambio dei parrocchiani
e poi come intermediario tra partigiani e Inglesi, ormai giunti alla periferia del paese,
e gli stessi Tedeschi. AllOliva si devono inoltre molte opere pubbliche realizzate a
Carignano, tra le quali lasilo infantile.Fu, tra laltro, arguto scrittore di
romanzi e di storie di santi.Fu sepolto nel cimitero di Vigatto.
FONTI
E BIBL.: V.Sani, in Per la Val Baganza 8 1986, 228-229; T.Marcheselli, Strade di Parma,
II, 1989, 121-122.
OLIVARI
FULVIA
Modena-Parma
19 dicembre 1836
Contessa, sposò il conte Fulcini.Appartenne alla Compagnia del SantAngelo
Custode di Parma.Fu sepolta con iscrizione nellarco della propria famiglia.Altra
iscrizione a suo onore si leggeva sulla fronte dellarco della Compagnia del
SantAngelo Custode.
FONTI
E BIBL.: G. Negri, Compagnia S.Angelo custode,
1853, 67.
OLIVELLI
Parma
1630
Fu commissario della sanità durante la peste del 1630.Visitò diversi luoghi, sia
nel parmigiano che nel Cremonese, dandone
relazione.
FONTI
E BIBL.: F.da Mareto, Indice, 1967, 655.
OLIVI SIMPLICIANO, vedi OLIVO SIMPLICIANO
OLIVERI
ANTONIO
Parma
19 settembre 1749-Parma 26 aprile 1811Fu scolaro di Baldrighi allAccademia di Belle
Arti di Parma.Gli fu mecenate il ministro Du Tillot.Venne premiato per il quadro giuramento di Annibale (1770). Altre sue opere
sono andate perdute: due Buoi sopra le portelle del Macello Pubblico, un quadro per
lArte dei Macellai e nellex chiesa di SantAnna delle Grazie
laffresco sopra lingresso.Inciso dal suo dipinto è il Ritratto del vescovo
Adeodato Turchi.Negli ultimi anni di vita, ridotto in miseria e logorato dagli stenti,
realizzò opere mediocri e prive delliniziale vena artistica.
FONTI
E BIBL.: G. Bertoluzzi, Cenni intorno ad artisti parmigiani, 1820, 73; U.Thieme-F.Becker,
Künstler Lexikon, volume XXVI, 1932; A.M.Comanducci, Dizionario dei pittori, 1973, 2250; Dizionario bolaffi
pittori, VIII, 1975, 200.
OLIVERI
AUGUSTO
Parma 4 maggio 1891-Gusen 28 aprile 1945
Figlio dellavvocato Erminio, repubblicano mazziniano, deputato al parlamento
e sindaco di Parma tra il 1914 e il 1919.Si laureò in giurisprudenza.Aderì al movimento
anti-interventista ma, quando, dopo molte discussioni con amici e compagni, si convinse
del contrario, andò volontariamente alle armi, partecipando con ardore ed eroismo (fu
anche ferito sul Pasubio) alla prima guerra mondiale.Fu insignito, a riconoscimento del
suo valore, di una medaglia dargento e di una medaglia di bronzo al valor militare,
di una promozione per merito di guerra nonchè di una decorazione francese corrispondente
alla medaglia dargento italiana.Compiuto il suo dovere di soldato, ritornò a Parma,
ove si dedicò alla professione di avvocato (si specializzò nel ramo civile e
commerciale) con costanza e metodo, senza mai ostentare o ricordare le sue non comuni
benemerenze di guerra.Nel 1943 lOlivieri fu invitato dal prefetto fascista ad
assumere la carica di podestà di Parma.Lo sdegnoso rifiuto segnò linizio del suo
martirio: i fascisti di Parma chiamarono la gestapo
di Bologna che lo arrestò e lo tradusse nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna,
nel marzo del 1944.Successivamente fu trasferito nel campo di concentramento di Fossoli
ove, alla fine di luglio del 1944, i nazisti compirono una carneficina fucilando 70
deportati.Infine fu trasferito al campo di Bolzano e poco dopo, il 5 agosto 1944,
lOlivieri fu destinato a Mauthausen.Poi fu condotto da tale campo in uno dei lager
di sterminio, Gusen I. Verso la metà di marzo del 1945, lOlivieri, che era
gravemente deperito in conseguenza delleccessivo lavoro e delle dure percosse subite
(riportò la frattura di un braccio), nonchè della scarsissima quantità di cibo, venne
ricoverato nellinfermeria ove rimase fino al 22 aprile, data in cui venne dimesso in
condizioni pietose e senza la forza di reggersi in piedi.In quei giorni a Gusen i più
deboli venivano inesorabilmente e brutalmente uccisi con i metodi più bestiali e barbari:
in un solo giorno vennero massacrati 1700 internati di tutte le nazionalità.Per sottrarlo
alla sicura uccisione e tenerlo continuamente sotto la loro sorveglianza, alcuni compagni
di sventura lo portavano di peso con loro al lavoro e là lo nascondevano.Ma il suo fisico
martoriato non resse e, alla vigilia della liberazione del campo, lOlivieri cessò
di vivere.I suoi compagni di deportazione ricordarono in seguito il suo fiero
comportamento nei campi di prigionia e nel campo di sterminio.LOlivieri fu in
gioventù un esperto alpinista e per diversi anni Presidente della Sezione Alpini di
Parma.
FONTI
E BIBL.: Aurea Parma 1945, 38; T.Marcheselli, Strade di Parma, II, 1989, 122; L.Tarantini,
in Resistenza oggi 3 1991, 4-5.
OLIVIERI
BERNARDO
Parma-San
Cesario agosto 1229
Figlio di Oliviero, uomo pio, che nella cattedrale
di Parma fondò la Confraternita di Santa Maria.Da Oliviero, a sua volta figlio di Adamo
Grenoni, ebbe origine il ramo familiare che assunse il cognome Olivieri.LOlivieri si
laureò in Legge e si meritò il titolo di famoso Giudice.Nel 1219 servì in qualità di
avvocato Ponzio Amati, podestà di Parma. Durante il conflitto che oppose Bologna a
Modena, lOlivieri si recò a combattere con le truppe inviate da Parma, restando
ucciso nella sanguinosa giornata di San Cesario, ove morirono, tra gli altri, Guarino e Zangaro Sanvitale e altri fortissimi e
coraggiosi campioni.In bello mortuus fuit Dominus Bernardus Oliverii de Adam de civitate Parmensi, famosus Judex, et probus in
armis.Et portatum fuit corpus ejus et positum in baptisterio
Parmae, quod erat juxta domum suam, et jacuit ibi in feretro, quousque propinqui et amici
congregati fuerunt.Postea positum fuit corpus in monumento suo, quod est ante ostium
Ecclesiae Sanctae Agathae, quae est in Capella majori ecclesiae Civitatis Parmae, et ei adhaeret versus
meridianam partem.Hic fuit germanus consagnguineus patris mei, fuerunt enim filii duorum
fratrum (Salimbene de Adam, cronica).
Lasciò vedova Caracosa de zampironi,
bellissima, prudentissima e sagacissima.
FONTI
E BIBL.: I.Affò, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, I, 1789, 70-71.
OLIVIERI
DIOFEBO
Parma
1483/1507
Prototipografo, del quale si ricordano un libretto di Agostino Dati senese, De
dictamine et modo orandi (Parma, 1483), che fu a uso dei giovani che studiavano grammatica
latina, e la Farsalia di Lucano, dello stesso anno, edizione rara e assai elegante per il
carattere romano, per la buona carta e il gran margine.AllOlivieri si deve anche la
stampa della prima parte del poema Philogyne di Andrea Bajardi (1507).Dai caratteri si
può attribuire allOlivieri il Taccuinum pro a.Domini 1485, specie di almanacco
astrologico del parmigiano G.B.Strimerio.
FONTI
E BIBL.: G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1877, 322-323; A. Ciavarella,
Storia della tipografia, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1967, 249; C.
Antinori, La Tipografica parmense, 1990,12.
OLIVIERI
DOMENICO
Parma
4 maggio 1787-Parma 14 aprile 1854
Nacque da Luigi e da Isabella Ruspaggiari.Ebbe unistruzione letteraria nelle
pubbliche scuole.Compiuto il corso filosofico, si volse alla carriera impiegatizia,
entrando ancora giovane tra gli ufficiali della Ricevitoria generale del Dipartimento del
Taro.Nel riordinamento del governo dei Ducati di Parma sotto il regime di Maria Luigia
dAustria, fu nominato pagatore generale, poi Cassiere Centrale e infine Tesoriere
Generale dello Stato.Nel 1835 fece parte del Comitato per lerigendo sacello del
Petrarca a Selvapiana sulle reliquie della casetta del sommo poeta, circondata da un
fresco e odorifero laureto: al comitato parteciparono pure Luigi Sanvitale, AngeloPezzana,
PaoloToschi e Nicola Bettoli. LOlivieri fu anche membro del Consesso Civico e nei
moti del 1831 si mostrò liberale, ma moderato. LOlivieri fu esperto collezionista
di stampe (particolarmente di tutte quelle della Scuola del Toschi, in prove di grande
etichetta, sottoscritte Allamico Olivieri, Paolo Toschi), medaglie e libri
(pregevoli per materia e per rarità di edizione).La sua ricchissima biblioteca (14000
volumi) comprendeva le collezioni quasi complete delle edizioni della Crusca, cominiane e
bodoniane (ricche delle edizioni più rare e ricercate), una copiosa serie di edizioni
aldine ed elzeviriane, moltissime opere di belle arti, non pochi e rari manoscritti
antichi, alcuni dei quali su pergamena, molti autografi formanti la corrispondenza del
Bodoni, molte opere stampate in carte distinte per colore o per formato e alcune stampate
su pergamena e molte edizioni rarissime del XV secolo, tra le quali quella dei Trionfi del
Petrarca (1487) e lopuscolo di Niccolò Scillaccio da Messina (unico esemplare
conosciuto, che contiene una relazione contemporanea della scoperta del nuovo mondo fatta
da Colombo), De Insulis meridianis maris de novo repertis.La biblioteca dellOlivieri
fu poi ceduta dagli eredi al Marchese Rocca Saporiti di Milano. LOlivieri scrisse e
pubblicò diversi sonetti e fu ascritto allAccademia letteraria parmense dei
Filomati (col nome di Eudemo) assieme a Benelli, Maestri, lombardini e Paolo Oppici.Ebbe amicizia e
familiarità coi più valenti letterati e artisti del suo tempo: Tommasini, Colombo,
Taverna, Pezzana, lopez, Toschi (Gazzetta di
Parma, 1818, 260). Fu decorato nel 1852 della Croce di Cavaliere di prima classe
dellOrdine di San Lodovico.
FONTI
E BIBL.: L. Molossi, Vocabolario topografico, 1834, 282; Gazzetta di Parma 1838, 351;
Alquanti cenni intorno alla Vita di Michele Colombo, Rossetti, Parma, 1838, 28 e 52; G.
Negri, Il Parmigiano istruito, 1851, 184; P.Martini, Prefazione alle Poesie di Jacopo
Sanvitale, Prato, 1875, XIX; G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1877,
277-280 e, 1880, 177; O.Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province
Parmensi 1937, 192; Palazzi e casate di Parma, 1971, 688.
OLIVIERI
ERMINIO
Parma
19 giugno 1854-Parma 1922
Figlio di Luigi e Carlotta Cortesi.Avvocato, uscito da una famiglia di repubblicani
e rivoluzionari, fu anchegli un fervente radicale e prese parte attiva alla vita
politica del suo tempo.Eletto consigliere comunale di Parma nel 1889, al Consiglio
appartenne ininterrottamente, salvo un quadriennio, per trentanni, fino al
1919.Fedelissimo collaboratore, nella buona e avversa fortuna, del sindaco Giovanni
Mariotti, a lui successe nel 1914: tenne la carica di Sindaco per tutto il periodo della
prima guerra mondiale, fino al 1918.Nel 1900 venne eletto deputato per la XXIlegislatura
assieme ad Albertelli, Berenini, Guerci e Lagasi, mentre caddero i conservatori
Bocchialini e Domenico Oliva.In Parlamento militò nelle file repubblicane.Fu anche
consigliere provinciale e ricoprì varie cariche pubbliche con probità e disinteresse.Sua
caratteristica costante fu laccanita lotta anticlericale che ingaggiò contro
confraternite, congregazioni e istituti religiosi.
FONTI
E BIBL.: Cimone, Gli eletti della rappresentanza
nazionale per la XXI, per la XXII e per la XXIV legislatura, tre volumi, Napoli, 1902 e
1906, e milano, 1919; A. Malatesta,
Ministri, deputati, senatori, 1941, II, 260; B. Molossi, Dizionario biografico, 1957, 112.
OLIVIERI
GIOVANNI
Parma
1 maggio 1825-1867
Figlio di Antonio e Maria Pellegrini. Avvocato.Fu cospiratore tra i più ferventi
del Parmense.Capo della locale Società operaia (1863), fu in relazione con Mazzini e garibaldi.Nel 1863 fu sottoposto a sorveglianza
perchè repubblicano.
FONTI
E BIBL.: P. DAngiolini, Ministro dellInterno, 1964, 162.
OLIVIERI
GIOVANNI MARIA
ante
1559-Parma luglio 1612
Sacerdote, fu cantore nella chiesa della Steccata in Parma (20 gennaio 1559-2
maggio 1578).Dalla Steccata passò in qualità di consorziale alla Cattedrale di Parma il
3 dicembre 1583.LOlivieri fece testamento il 4 luglio 1612 (notaio Giulio Cesare
Gnabbi) lasciando erede la pronipote Maddalena.
FONTI
E BIBL.: N.Pelicelli, La cappella corale della Steccata nel XVI secolo, 22; Archivio di
Stato di Parma, Benefit et Benefitiat.Elenchus, fol.416; N.Pelicelli, Musica in Parma,
1936, 18.
OLIVIERI
GIUSEPPE
-Parma
23 dicembre 1871
Di principi liberali, fu buon patriota, lavoratore assiduo nel grande edificio del
riscatto nazionale.
FONTI
E BIBL.: Il Presente 27 dicembre 1871, n. 359; G.Sitti, Il Risorgimento italiano, 1915,
415.
OLIVIERI
LUIGI
Borgo
taro 1828 c.-1859
Nel 1848 fu volontario agli ordini di re Carlo Alberto di Savoja.Fu ardente
patriota repubblicano e partecipò alla congiura che portò alla soppressione del duca
Carlo di Borbone per mano del Carra (marzo 1854).
FONTI
E BIBL.: L.Tarantini, in Resistenza Oggi 3 1991, 4.
OLIVIERI
PIETRO
Varano
de Melegari-post 1591
Fu Canonico della parrocchia di San Martino Sinzano (Cristoforo Della Torre,
Descrizione ecclesiastica, 1569).Fu parroco della stessa da 10 novembre 1565 al 17marzo
1591.
FONTI
E BIBL.: U.Delsante, Dizionario Collecchiesi, in Gazzetta di Parma 22 febbraio 1960, 3.
OLIVIERI
PIETRO ANTONIO
Parma
inizi del XVI secolo-Parma 1566 c.
Figlio di Diofebo.Chiamato a Piacenza come precettore di grammatica, vi fu onorato
della cittadinanza piacentina. Fu notaio pubblico in Piacenza.Pubblicò una grammatica
latina (1544) intitolata Deo Optimo Maximo annuente Petri Antonii Oliverii Parmensis,
civisque placentini, Grammaticae
Institutiones (Io.Maria simoneta Ciuis
Placen.excudebat Placentiae, pridie idus Aprilis 1544).Un epigramma dellolivieri col titolo Petri Antonii Oliverij de
Parma in Auctoris laudem carmen sta in fine degli Epigrammi latini del Veggiola (Piacenza, 1536).
FONTI
E BIBL.: A.Pezzana, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, 1833, IV, 663-664;
Aurea Parma 1 1959, 18.
OLIVIERI
UGO
Parma
1927-Parma 25 giugno 1953
Fu pittore dotato e dalle notevoli possibilità.Morì a soli 26 anni.
FONTI
E BIBL.: G.Copertini, Mostra poistuma del pittore Ugo Olivieri, Parma, 1953; Parma per
lArte 3 1953, 149; F. da Mareto, Bibliografia, 1974, 757.
OLIVIERI
ZACCARIA
Colorno-Parma
24 maggio 1336
LOlivieri è ricordato nel modo seguente dal da Erba: Furono eziandio altri
molti Dottori eccellenti di spirito, di lettere, e dopere, e Precettori di dotta,
divina, e maestra Filosofia.Imperante lodovico
IV Zaccaria degli Olivieri, quale fu custode,
e Canonico nella nostra Chiesa cattedrale,
imparò, e si fece Dottore, ed insegnò pubblicamente un gran tempo Fislosofia, dove fu il
primo di sua età nello Studio di Parigi, e fu eletto per la sua diligenza, e dottrina
Medico, e molto amato da Carlo IVRe di Francia, e scrisse assai cose di Filosofia, e
dArte Medica, che furono dopo la sua morte disperse da proprj eredi
avviluppati nelle parzialità.LOlivieri fu infatti Custode e Canonico della
Cattedrale di Parma sin dal 1307 (quando diede una procura assieme al prevosto Ruggiero
Sanvitale e al canonico Guido da Cornazzano per una lite che il Capitolo sostenne contro
Papiniano della Rovere, vescovo di Parma). LOlivieri era ancora in Parma
nellanno 1320 ed è nuovamente citato il giorno 25 febbraio 1329 coi soliti titoli
di Custode e Canonico.Nella Cronica attribuita allOddi è detto che lOlivieri
studiò e ottenne la laurea di Filosofia e Medicina in Parigi, fu accreditatissimo Fisico
e Professore di ogni scienza, di onesta e santissima vita, e tanto caritatevole coi poveri
che nel solo ultimo anno di vita dispensò loro 2000 lire imperiali.La mattina seguente il
decesso fu portato, con grande seguito di tutte le regole e confraternite; benchè senza
canti e senza suono di campane a causa dellinterdetto, a seppellire nella tomba dei
canonici nella cappella di SantAgata.Tenne lorazione funebre Gherardino da
Isola, dellOrdine dei Minori.Gli fu poi eretto un monumento (del quale non rimane
traccia), cui accenna Innocenzo Baldi, nellOrazione da lui pubblicata lanno
1587, con queste parole: Zacharias Oliverius in Philosophia sapientissimus quanto honore
dignus fuerit id ostendit sepulchrum, quod ejus corpori majores vestri Parmenses
construxerunt.
FONTI
E BIBL.: I.Affò, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, I, 1789, 279-280;
Colorno.Memorie storiche, 1800, 76-78.
OLIVO
SIMPLICIANO
Guastalla
1594-Parma 20 settembre 1680
Fu maestro di cappella e compositore.Poichè nella lettera dedicatoria al duca
Fernando Gonzaga dellopera Salmi per li Vesperi lOlivo scrive per i natali che
mi rendono suddito della Gran Stirpe Gonzaga, il Gaspari (Catalogo delle opere musicali)
lo dice nato a Guastalla.In Parma lOlivo si sposò con Ursiana Veneria, detta anche
Ragaiosa de Veneri, come si legge nei patti matrimoniali del 2 gennaio 1647.Data la
sua tarda età, il 6 ottobre 1679, lOlivo venne giubilato.Testò il 15 agosto 1678
e, rimasto vedovo senza prole, lasciò erede dei suoi beni la Madonna della chiesa della
Steccata in Parma.Le esequie funebri furono fatte alla Steccata.LOlivo venne eletto
maestro di cappella alla Steccata di Parma il 3 luglio 1631 con lo stipendio di 25 scudi 6
soldi e 5 denari al mese.Ma non cominciò a servire che il 17dicembre dello stesso anno,
come appare dal mandato di pagamento del 27 ottobre 1631. Il ritardo fu dovuto alla poca
sicurezza delle comunicazioni in quellanno di guerra: infatti il 4 luglio
lOlivo riscosse 6 ducatoni per averli donati ai soldati che lo scortarono fino a
Parma dopo che fu eletto, e per ritornare in Patria a prendervi la famiglia.Per ricondurre
poi la famiglia a Parma e per le spese incontrate ricevette, il 17 ottobre, 50
scudi.LOlivo musicò nel 1646 il dramma di Bernardo Morando dal titolo Il ratto di
Elena, rappresentato nel nuovo teatro di Piacenza.Il libretto si conserva nella Biblioteca
del Conservatorio di Parma nella raccolta
Sanvitale.In occasione poi delle seconde nozze di Ranuccio Farnese con la principessa
Isabella, figlia di Francesco dEste, il 23 febbraio 1664 venne eseguito un dramma
musicato dallOlivo.Di un oratorio musicato dallolivo si ha memoria nella Cronaca del bevilacqua: 16 marzo 1672 Madonna serenissima e Principessa Maria Maddalena sono
andate a lOratorio della Santissima Trinità dove vi era esposto il Santissimo.In
musica ano cantato un Oratorio, quello di Giona bellissimo fato dalSignor Simpliciano
Olivo, Maestro di Cappella della Steccata.Tutta la musica operistica dellOlivo è
andata perduta.LOlivo fu autore delle seguenti composizioni: Le risse pacificate da
Cupido, festa a cavallo (librettoB.Morando, Piacenza, 1644), Il ratto di Elena, dramma
eroico (librettoB.Morando, Piacenza, 1646), giona,
oratorio (Parma, 1672),Salmi di compieta con
Litanie in ultimo concertati a 8 voci e 2 violini con 1 violetta e violoncino ad lib.,
opera 2 (Bologna, 1674), Salmi per li Vespri di tutto lanno con il Cantico della
Beata Vergine a 8 voci correnti divise in 2 cori con organo e con il b.c., opera 3
(Bologna, 1674), Carcerata Ninfa, madrigali a più voci (Venezia, 1681; secondo G.Walther,
1618).
FONTI
E BIBL.: Archivio della Steccata, Benefattori, Carte Olivo, Ordinazioni agli anni citati;
Bevilacqua, Cronaca, Ms.nellArchivio di Stato di Napoli; P.E.Ferrari, Gli spettacoli
in Parma, 10; G.Gaspari, Catalogo delle opere musicali, vol.II, 281; R.Eitner, vol.VII,
236; Assiciazione Musicologi Città di Bologna, Bollettino, II, 59; N.Pelicelli, Musica in
Parma, 1936, 91; Dizionario musicisti UTET, 1987, V, 446.
OLLARI
FRANCESCO
Calestano
9 ottobre 1893-Pantin 23 dicembre 1938
Nato da Angelo e Maria Cattani.Emigrò a Fornovo di Taro il 29novembre 1915. espatriato in Francia, dove ebbe residenza a
Parigi, il suo nome comparve sul Bollettino delle ricerche, supplemento dei
sovversivi.Appartenne alla Brigata Garibaldi.Nel settembre 1938 fu gravemente ferito sul
fronte dellEbro.Trasferito in Francia per esservi curato, morì nellospedale di Pantin.
FONTI
E BIBL.: L. Arbizzani, Antifascisti in Spagna, 1980, 113-114.
OLLARI
GIOVANNI
Gattatico
1895-Parma 24 settembre 1965
Fu chiamato sotto le armi proprio allo scoppio della prima guerra mondiale.Ebbe il
grado di sottotenente dei bersaglieri e in unazione sul monte Valdensa nei giorni 14
e 15 dicembre 1917 il suo comportamento gli valse la medaglia dargento al valor
militare, con la seguente motivazione: Nellassenza del proprio comandante di
compagnia mitragliatrici, sotto il vivo bombardamento di grossi calibri su posizione
attaccata dal nemico, per tutta una giornata seppe tenere saldi i propri dipendenti
incitandoli al combattimento e alla restistenza ad oltranza.Nellazione che gli valse
la medaglia dargento lOllari rimase ferito.Passò nella riserva col grado di
tenente e ottenne poi avanzamenti sino al grado di maggiore.Finita la guerra, gli fu
affidato dal Banco di San Geminiano e San Prospero il compito di impiantare una filiale a
Praticello di Gattatico.Dal 1924 lOllari si stabilì a Parma.Per raggiunti limiti
detà, fu collocato in pensione nel 1960. Fu sepolto presso il cimitero di Marore.
FONTI
E BIBL.: Gazzetta di Parma 25 settembre 1965, 4.
OLLARI
PIETRO
Calestano-Hoeni
Hospitz 12 agosto 1918
Alpino del 4° Reggimento Alpini, fu decorato di medaglia di bronzo al valor
militare, con la seguente motivazione: Ferito a morte da un proiettile
dellartiglieria avversaria, ricusava ogni soccorso perché nessuno dei suoi compagni
fosse distolto dalla resistenza al nemico che stava per porrre piede sulla posizione e
spirava ricordando a tutti il dovore di morire anziché cedere.
FONTI
E BIBL.: Bollettino Ufficiale 1920, 1922; Decorati al valore, 1964, 31.
OLMERO IDNURIDE, vedi PETTORELLI ANDREA
OLMO
FRANCESCO DOMENICO
Bene
Vagienna 1883-Parma 1939
Fu
docente a Racconigi, per molti anni nelle scuole tecniche e al liceo scientifico di Parma
e infine a Correggio.Fu autore di studi sulla Rivoluzione francese e sul Risorgimento e
compilatore di manuali scolastici di storia e geografia.
FONTI
E BIBL.: F.da Mareto, Bibliografia, I, 1973, 413; Enciclopedia di Parma, 1998, 492.
OLPRANDO
Gaiano
1005
Fu Arciprete di Santa Maria di Gaiano nellanno 1005.
FONTI
E BIBL.: F.da Mareto, Indice, 1967, 656.
OLTREMARE GIACOMO, vedi PANIZZARI GIACOMO
OMADDEN BENEDETTA, vedi MAGAWLY BENEDETTA
OMATI
CESARE
Borgo
San Donnino 1602 c.- post 1669
Figlio di Giacinto e di Anna Brioschi.Fu capitano delle milizie ducali di Parma nel
1669.
FONTI
E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, 4, 1931, 896; D.Soresina, Enciclopedia
diocesana fidentina, 1961, 295.
OMATI
GIOVANNI DONNINO
Borgo
San Donnino 1604 c.-
Figlio
di Cristoforo e di Apollonia Cassi.Fu ufficiale dei Corazzieri ducali di Parma e più
volte incaricato di rappresentare la comunità
di Borgo San Donnino presso i duchi di Parma.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 299.
OMATI
GIUSEPPE
Rimale
1839 c.-
Figlio di Antonio e di Chiara Cerri.Fu valoroso combattente nelle battaglie di San
Martino e Solferino (24 giugno 1859) e decorato di guerra.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 296.
OMATI
MARCANTONIO
Borgo
San Donnino 1670 c.-post 1759
Figlio di Cristoforo e Apollonia Cassi.Fu nominato capitano delle milizie a piedi
di borgo San Donnino con patente del 21
gennaio 1696.Fu poi creato nobile coi suoi discendenti con patente dell11 maggio
1717 (diploma di Francesco Farnese) e successivamente, con diploma del 19maggio 1759, fu
creato conte con i figli e discendenti maschi da Filippo di Borbone.
FONTI
E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, 4, 1931, 896; D.Soresina, Enciclopedia
diocesana fidentina, 1961, 295.
OMATI
MARCANTONIO
Rimale
1882 c.-gennaio/maggio 1915
Figlio di Carlo e di Anna Wedenissow.Fu pioniere dellaviazione.Precipitò
durante un volo di addestramento poco prima dello scoppio della guerra 1915-1918.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 296.
OMATI
ONORATO
Borgo
San Donnino 1603 c.-post 1685
Figlio di Giacinto e di Anna Brioschi.Ottenne la patente di teologo ducale di Parma
il 20 luglio 1685.
FONTI
E BIBL.: V.Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, 4, 1931, 896; D.Soresina, Enciclopedia
diocesana fidentina, 1961, 295.
OMATI
STANISLAO
Borgo
San Donnino 1630-Borgo San Donnino 1702
Nacque
da Giovanni Donnino, ufficiale dei Corazzieri ducali, e da Paola Testi.A Piacenza, dove
compì gli studi, si addottorò in medicina, professione che esercitò con merito
(appartenne al Collegio dei Medici di Piacenza), dedicandosi in pari tempo alle lettere,
che coltivò con passione.Fu polemista distinto.Nel 1677, con i tipi Bazachi in Piacenza,
dette alle stampe unAntologia apologetica, nella quale polemizzò con Filippo
Trombetti di Aulla, medico in Genova e autore di unopera omonima.Contro lo stesso
Trombetti scrisse, sembra in sole quarantottore, un volumetto dal titolo Il
Crivello.DellOmati lAffò ricorda pure una Lettera latina indirizzata al
medico parmense Gian Paolo Ferrari e da questi inserita nel suo Polyanthon Phisicum, edito
a Parma nellanno 1708.
FONTI
E BIBL.: L. Mensi, Dizionario biografico dei Piacentini, 1899, 305; D.Soresina,
Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 299.
OMATI
VITTORIO
Rimale
1842 c.-
Figlio di Antonio e di Livia Zanardi Landi.Fu Generale dei Carabinieri.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 296.
OMEGA, vedi OXILIA ADOLFO
OMEGNA
LUIGI
Cereseto
di Compiano-Parma 1864
Frate redentorista, dal luogo di nascita, assunse il nome di Luigi da
Cereseto.Lasciato il suo convento della Provincia bolognese, si specializzò per
lapostolato in Oriente nel convento di San Bartolomeo allIsola (Roma).Partì
per la Palestina il 3 aprile 1847, e tornò in patria nel 1859.Tradusse in arabo la
classica teologia morale di SantAlfonso (2 volumi, gerusalemme, 1858-1859).
FONTI
E BIBL.: Il Millenio della Chiesa di San Sepolcro ora in Piacenza, 1938, Unione
Tipografica Piacentina; L. Mensi, 1899, Appendice, alla voce; F.Molinari, in Dizionario biografico piacentino,
1987, 192.
ONESTI
ALBERTINO
Parma
1440
Figlio di Rolandino.Maestro da muro ricordato in un atto notarile in data 8 aprile
1440: Maestro Albertino de Honestis f. q. Rolandino della vic.a di SantAppollinare testimonio (atto di
GiovanniFrancesco Sacca, Archivio Notarile di Parma).
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Memorie di Belle Arti, 1911, 53.
ONESTI
ALBERTO
Parma
1575
Figlio di Francesco.Maestro da muro ricordato in un atto notarile del 6 gennaio
1575: Testimonio M.ro Alberto degli Onesti f.q.Francesco della vic.a di Santa Maria del Tempio (rogito di GiovanniAlberto
Rocca, Archivio Notarile di Parma).
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, 1911,53.
ONESTI
CLARIO
Zibello
9 dicembre 1921-Trezzo sullAdda 1997
Autodidatta, iniziò lo studio del disegno alletà di diciassette
anni.Frequentò poi lo studio di G.Vito Musitelli.Allestì personali nel 1969 (Milano,
Galleria San Gottardo; Cortina dAmpezzo, Hotel Pocol, saletta darte), nel 1970
(Codogno, Minigalleria; Milano, galleria
Selenia; Igea Marina di Rimini, Hotel Majestic) e nel 1972 a Milano al Petit Prix au
Monet.Partecipò a collettive, ricevendo la medaglia doro alla Mostra collettiva
Arte Sacra per la Casa, indetta dalla Galleria dArte 14 di Piacenza nel 1970. Ebbe
il primo premio e coppa donore alla collettiva del 1972 a
Milano-Gratosoglio.Risiedette lungamente a Milano.
FONTI
E BIBL.: A.Cerissa, in Libertà 30 ottobre 1970; Catalogo personale La pittura onesta di
Clario Onesti, presentazione di A.De Bono; Cavalletto e Tavolozza aprile 1972; Il Giorno
29 aprile 1972; Epoca 26 novembre 1972; Il Milanese 10 dicembre 1972; A.M.Comanducci,
Dizionario dei Pittori, 1973, 2254-2255.
ONESTI
DANTE
Parma
29 novembre 1830-
Figlio
di Marco Aurelio e di Maria Luisa pontoli.Fu
vicesegretario nel Ministero dellinterno.
FONTI
E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, 4, 1931, 900.
ONESTI
FRANCESCO
Parma-Parma
ante 1575
Fu maestro da muro, attivo nella prima metà del XVI secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, 1911, 53.
ONESTI
LORENZO
Parma
seconda metà del XVsecolo
Maestro muratore attivo nella seconda metà del XV secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, II, 251.
ONESTI
LUIGI
Polesine
Parmense 23 marzo 1876-Busseto 26 ottobre 1941
Appartenne a famiglia di sentimenti profondamente cristiani, che dette
contemporaneamente alla Chiesa borghigiana tre sacerdoti (oltre a Luigi, Alessandro,
prevosto di Castelvetro, e Virginio, arciprete di San Rocco). LOnesti, come i
fratelli, fu allievo del Seminario diocesano.Ordinato sacerdote il 23 settembre 1899,
iniziò il sacro ministero a Chiusa Ferranda come curato.Annoverato l8 ottobre 1904
nel capitolo della Cattedrale, fu preposto in pari tempo allinsegnamento in
Seminario di fisica e matematica.Non aveva che trentatre anni allorché monsignor Leonida
Mapelli, il 30 maggio 1909, lo nominò prevosto
di Busseto.Negli otto lustri di ministero in quella parrocchia si dimostrò instancabile
nelloperare in ogni campo per il bene spirituale e materiale della popolazione
affidata alle sue cure, dedicando la maggiore parte delle sue energie alla chiesa e alle
istituzioni cattoliche.Dette vita agli oratori maschile e femminile e non esitò a cedere
i vasti locali della canonica (riducedosi a vivere in un modesto appartamento) perchè non
mancassero le sale di raccolta e di ricreazione.Istituì la Casa delle suore Salesie per
lassistenza alla gioventù femminile, chiamò a Busseto le religiose Canossiane per
la cura dellAsilo Infantile, eresse il teatro parrocchiale Silvio Pellico e fondò
il locale Circolo cattolico, che, da lui portato a un alto grado di efficenza, procurò
una fioritura di vocazioni.Permutò numerosi campi sparsi del beneficio parrocchiale con
proprietà in un sol corpo, alienò fabbricati per acquistarne altri in migliori
condizioni statiche e favorì qualunque iniziativa intesa a sviluppare localmene nuove
fonti di lavoro e dare impulso alle opere caritative. Nella chiesa collegiata apportò
abbellimenti di rilievo, pavimentando interamente in marmo il sacro edificio, erigendovi
laltare dei caduti e una riproduzione
della grotta di Lourdes, ricollocandovi lorgano opportunamente riattivato e facendo
infine apportare al santuario restauri e decorazioni. Il pontefice Pio XI lo annoverò tra
i suoi prelati domestici e anche il vescovo Giuseppe Fabbrucci volle dargli un segno di
particolare distinzione nominandolo canonico onorario della Cattedrale di Borgo San donnino.La salma dellOnesti, inumata in un
primo tempo a Busseto nella cappella dei parroci urbani, fu in seguito traslata a Polesine
parmense nella tomba di famiglia.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 300-301.
ONESTI
MARCAURELIO
Parma
16 febbraio 1794-Parma 24 gennaio 1872
Figlio di Giuseppe e Anna Matteini di Lucca.Sposò Maria Luigia Pontoli, figlia del
nobile Francesco, di Parma.Avvocato, intraprese la carriera della magistratura e nel 1824
fu assessore in appello a Parma, nel 1839 vicepresidente del tribunale civile e criminale
e nel 1843 procuratore ducale.Dallagosto 1847 al 28marzo 1848 fu, per incarico del
Bombelles, come commissario straordinario di Maria Luigia dAustria, direttore
generale di polizia, nel quale ufficio, assunto solo per ubbidienza, ebbe a soffrire molte
amarezze dalla Reggenza.Nel 1811 tenne corrispondenza col Pezzana.Nel 1846 pubblicò a
Parigi una biografia di F.Magawly de Calry.Lasciò una interessante memoria manoscritta
degli avvenimenti accaduti a Parma dopo la morte di Maria Luigia dAustria.Durante i
moti del 1848-1849 alcuni uomini di corte,
tra cui lOnesti, furono inseguiti dalla folla tumultuante finché, protetti dal
marchese Guido Dalla Rosa e dalla sua Guardia Nazionale, vennero condotti in ostaggio al
castello.Fu assessore del podestà di Collecchio (1830) e consigliere anziano (1829-1831).
Fu poi presidente delle finanze ducali nel 1849, segretario intimo di gabinetto nel 1850,
incaricato del dipartimento degli affari esteri nel 1853 e presidente del tribunale nel
1855.Fu pure nel 1851 ministro plenipotenziario per il trattato della strada ferrata e
degli impianti telegrafici tra i vari governi dItalia.Per le sue benemerenze verso
lo Stato, Carlo di Borbone gli concesse con decreto del 10 maggio 1851 il titolo di
barone, anche per i discendenti maschi e femmine.Fu insignito di varie onorificenze
nazionali e straniere: cavaliere dellordine
di San Giorgio (26agosto 1849), commendatore del medesimo (29dicembre 1850), senatore gran
croce dello stesso (20 marzo 1851), grande di corte
(30 marzo 1852), commendatore dellordine
di francesco I delle Due Sicilie (19novembre
1851), Gran Croce dellOrdine di San Gregorio magno
(16agosto 1851), commendatore della corona di ferro (7 settembre 1852) e Gran Croce
dellOrdine di Isabella la Cattolica (13 settembre 1852).Fu membro
dellAccademia romana
dellImmacolata Concezione (1851).Fu sepolto a Genova nel cimitero di Staglieno.Sul
sepolcro fu posta la seguente iscrizione: Fu solerte integerrimo magistrato, fregiato di
molti ordini cavallereschi, ministro delle finanze parmensi, ufficio donde uscì più
povero di prima.Sopportò con animo cristiano la perfidia dei malevoli, contento del
testimonio di sua coscienza e della stima dei buoni.
FONTI
E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, 4 ,1931, 900; E.Faelli, Rassegna
bibliografica (recensione di: G.Drei, Gli ultimi anni del Governo di Maria Luigia a Parma,
Firenze, 1933), in Archivio Storico per le Province Parmensi 1933, 356 e 357; T.Marchi,
Parte bibliografica (recensione di: G.Drei, Carlo II e la rivoluzione del 1848 a Parma),
in Archivio Storico per le Province Parmensi 1935, 477-482; O.Masnovo, Il patriottismo di
Pietro Giordani, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1936, 151 e seguenti;
E.Falconi, La Segreteria di Gabinetto dei Ducati Parmensi (1816- 1859), in Archivio
Storico per le Province Parmensi 1953, 171 e ss; Malacoda 9 1986, 51.
ONGARI
GIOVANNI
Campore-Sidi
el Barani 26 giugno 1942
Figlio di Antonio.Fu primo aviere motorista durante la seconda guerra
mondiale.Partecipò a diverse rischiose azioni di guerra in Africa Settentrionale ed ebbe
morte gloriosa durante un bombardamento aereo.Alla memoria, gli fu conferita la medaglia
di bronzo e una croce di guerra al valor militare.Nel 1972 lassociazione Arma Aeronautica di Salsomaggiore
Terme fu intitolata allOngari.Questa la motivazione delMinistero della Difesa
aeronautica per la medaglia di bronzo: Specialista di un reparto da caccia,
nellimminenza di un bombardamento rifiutava di sottrarsi alloffesa pur di
continuare lapprontamento alla partenza di un velivolo.Colpito da una scheggia che
gli asportava una gamba, incurante della gravità del proprio stato, chiedeva
insistentemente notizie dei colleghi che con lui erano stati colpiti.Poche ore dopo, in
seguito alla ferita riportata, decedeva.Dava prova di dedizione al dovere e di eroico
spirito di abnegazione.
FONTI
E BIBL.: Gazzetta di Parma 21 ottobre 1981, 12.
ONOFRI
AMERIGO
Parma
1 ottobre 1864-Parma 1903
Figlio di Carlo ed Emilia Bocconi. Aderì al Partito socialista nel 1891, dopo aver
fatto parte del gruppo dei repubblicani collettivisti.Fu redattore di numerosi giornali
tra cui La Scintilla.Capofila del socialismo intransigente, diresse il circolo separato
fondato dal gruppo dei dissidenti.Per il suo orientamento politico entrò in polemica con
Berenini e Isola, ossia con quei socialisti, detti anche affinisti, che propendevano per
unalleanza del partito con le forze democratiche nella guida del Comune di Parma.
Svolse unintensa attività politica, di cui si trova cenno, tra laltro, nella
Giustizia di Reggio Emilia (anni 1893-1894).Impiegato della Cassa di Risparmio, fu il
fondatore del giornale socialista non ufficiale La Difesa(anni 1901-1903).LOnofri
morì, a meno di quarantanni, di unemorragia polmonare.
FONTI
E BIBL.: Archivio di stato di Parma, variazioni
ed appunti sulle società repubblicane; Gabinetto di Questura, busta 73, cat. 8a, busta 72, cat.21a, Pubbliche Conferenze, Gabinetto di Prefettura,
busta 177, cat. 8a, Pratiche diverse, fascicolo Alleanza Universale
Repubblicana; V. Cervetti, Le origini della Camera del Lavoro, 1981, 15; Enciclopedia di
Parma, 1998, 492-493.
ONOFRI
ANTONIO FRANCESCO BALDASSARRE
Parma
8 giugno 1756-post 1817
Figlio di Gaspare e Maddalena Tosini. Fu violinista in soprannumero del Regio
Concerto di Parma fin dal 24 luglio 1801. Nella stagione della Fiera del 1811 fu primo
violino direttore dei balli al teatro
Pubblico di Reggio Emilia.Nel 1817 era violino soprannumerario dellorchestra Ducale di Parma e dichiarò che fino al
1812 era stato I ripetitore dei balli e I violino dei balli nel Teatro Ducale (Biblioteca
del conservatorio Parma, Archivio
dellOrchestra ducale di Parma).
FONTI
E BIBL.: N.Pelicelli, Musica in Parma, 1936; Fabbri e Verti; G.N. Vetro,
Dizionario.Addenda, 1999.
ONOFRIO DA COENZO, vedi DEL CARLO GIOVANNI
ONOFRIO DA FONTANELLE, vedi GUARESCHI ALESSANDRO
ONOFRIO DALLE GHIARE DEI LUCCHESI, vedi DEL CARLO GIOVANNI
ONOFRIO DA MEZZANO, vedi DEL CARLO GIOVANNI
ONORIO II, vedi CADALO
OPEROSO, vedi LONGHI LORENZO
OPIZONE
Parma
1098
Fu Vescovo di Parma nellanno 1098.
FONTI
E BIBL.: F.da Mareto, Indice, 1967, 657.
OPIZONE, vedi anche SANVITALE OBIZZO
OPPICI
ANTONIO
Parma-post
1824
Violinista,
era cieco fin dalla nascita.La gazzetta di
Parma del 2 gennaio 1819 scrisse che, dopo tredici anni di studio della musica, pagato da
un nobile, un uomo non ignobile, amico dellumanità, e benemerito concittadino
nostro, iniziò con altri tre ciechi, che avevano studiato con lui per merito dello stesso
mecenate, a esibirsi nelle principali città italiane.Nel 1818, fino a tutto ottobre,
fecero una lunga tournèe in Alemagna, tra cui Monaco (16 giugno), Ratisbona (3 luglio) e
Vienna.LOppici era il primo violino del quartetto. A Monaco si esibirono nella sala
del Museo davanti a un folto pubblico e la locale gazzetta del 17 scrisse che la natura ha
dato al loro orecchio quello che negò al loro occhio.Il Viandante di Vienna scrisse che
avevano suonato davanti allImperatore e alla Duchessa di Parma.Qualche giorno dopo
la Gazzetta di Parma riportò di altri successi in una Corte tedesca.Il 3 luglio 1824 con
il suo complesso si esibì in unaccademia a Milano, dove eseguirono anche una
composizione e alcune variazioni che egli aveva composto (Gazzetta di Parma 12 giugno
1824).
FONTI
E BIBL.: G.N. Vetro, Dizionario.Addenda, 1999.
OPPICI
FRANCESCO
San
Vitale Baganza 24 aprile 1898-Parma 25 settembre 1956
Dopo
avere compiuto le scuole elementari nel paese nativo, entrò nel Seminario di Berceto dove
fece il ginnasio inferiore.Poi passò al Seminario di Parma (1910).Fu militare durante la
prima guerra mondiale e fu ordinato sacerdote il 29giugno 1924.Appena ordinato sacerdote
fu cappellano dellorfanotrofio vittorio
Emanuele II, dove profuse quella carità che contrassegnò tutta la sua vita.Fu nominato
Vice Rettore e insegnante di lettere nel Seminario Maggiore e parroco di Casello.Poi
divenne parroco della Basilica Cattedrale di Parma dal 29 ottobre 1929 al 14febbraio 1937
e professore di Teologia Morale fino alla morte.Il 15 febbraio 1937 ottenne per concorso
la parrocchia di Sorbolo, indi fu Prevosto di San Quintino in Parma dal 15 maggio 1945 e
dal 1° luglio 1951 fu Arciprete di Marore.
FONTI
E BIBL.: I. DallAglio, Seminari di Parma, 1958, 209-210; F. Botti, Collecchio, Sala
Baganza, felino, 1961, 185-186; Gazzetta di
Parma 4 settembre 1991, 16.
OPPICI
LUIGI
Parma
13 settembre 1802-Parma 6 novembre 1834
Nacque
da giuseppe e Anna paglia, di umile condizione. LOppici studiò
matematiche e leggi (in queste ultime si laureò nel 1825) e insegnò poi nel Collegio
Lalatta filosofia e matematiche dal 1825 al 1829, nel quale anno fu chiamato a coprire la carica di Auditore di Guerra.Fu anche
ragioniere nellamministrazione dei
possedimenti del marchese De Ferrari.LOppici aderì con fervido entusiasmo ai moti
del 1831 in Parma e fu tra coloro che incorsero poi nei provvedimenti restrittivi del
governo di Maria Luigia dAustria, saldamente ristabilito dalle armi
austriache.AllOppici, reo di aver partecipato al Governo provvisorio come
rappresentante della cittadinanza nel Consiglio degli Anziani e in altri pubblici uffici,
fu subito tolto limpiego, che non gli venne più restituito.Negli ultimi tre anni di
vita (morì giovanissimo, a soli 32 anni) esercitò la libera professione di
avvocato.LOppici scrisse diverse poesie di argomento risorgimentale.
FONTI
E BIBL.: G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1884, 37-39; Aurea Parma 1
1928, 30-31; O.Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi
1937, 193.
OPPICI
PAOLO
Polesine
19febbraio 1799-Parma 16 aprile 1888
Nato
da umile famiglia contadina, compì gli studi a Parma (dove ebbe maestro e protettore il
direttore scolastico Gaspare Ortalli) fino a laurearsi in giurisprudenza nel 1821,
mantenendo però una forte passione per la letteratura italiana e latina.Diventò
compilatore della Gazzetta di Parma a ventiquattro anni, a seguito delle dimissioni di
Domenico Bosi nel 1823, e mantenne la funzione e fino al 1849, per più di un quarto di
secolo.Allinterno del giornale occupò una posizione ben più importante dei suoi
predecessori perché, dal 1828, alla carica precedentemente assunta di compilatore, in lui
si unì quella di direttore della Tipografia ducale, motivo per cui solamente
allOppici spettò mantenere i rapporti con la Corte. Nel lungo arco di tempo della
sua direzione scrisse sulla Gazzetta di Parma molti articoli di letteratura italiana e di
critica sia letteraria che teatrale.Invece si diradarono progressivamente e nettamente,
fino quasi a scomparire, dai primi anni
Venti, i contenuti o anche solamente gli accenni al mondo classico.La sua preparazione
culturale e le sue stesse tendenze letterarie fanno escludere un programmatico e così
drastico ridimensionamento dellantichità, a fronte di ben altri interessi italici
ed europei: fu piuttosto il suo fiuto pubblicistico a cogliere nella cittadinanza, in chi
leggeva la Gazzetta di Parma, un diffuso disinteresse verso la Grecia e Roma.Alberto
Cugini, facendo eco a Lorenzo Molossi, rilevò sullAnnuario scolastico dellateneo parmense che ogni articolo dellOppici
era avidamente letto per la forma spigliata e gentile, e per i giudizi esatti e urbani.
Nel novembre del 1830, dopo il discorso introduttivo allanno accademico del fisico
Macedonio Melloni, che incitò i giovani universitari a seguire lesempio della
rivoluzione parigina di luglio, anche a Parma scoppiarono i primi tumulti.Fu solo con la
fuga a Piacenza di Maria Luigia dAustria, nel febbraio 1831, che venne istituito un
Governo provvisorio.LOppici fu tra coloro che intervennero al Consesso Civico e anzi
la sua partecipazione, insieme a quella di altri, fu vivamente caldeggiata da un gruppo di
studenti universitari che presentarono un elenco di personaggi affiché avessero diritto
ad aver voto coi componenti il medesimo nella elezione di altri membri.Nel 1849, dopo la
vittoria di Novara, entrarono in Parma gli Austriaci, al seguito del generale
DAspre, che colpì tutti coloro che avevano abbracciato la causa
italiana.LOppici fu tra questi, poiché, dalle pagine del giornale (la Gazzetta di
Parma assunse allora il titolo di Foglio Ufficiale di Parma, che mantenne sino al 6 aprile
1849) aveva perorato lannessione del Ducato parmense al Piemonte e ancor prima aveva
dato ricovero in casa sua ai patrioti modenesi Ruffini e Malmusi: venne quindi destituito
dallimpiego. LOppici reagì inviando al dittatore militare una ferma e
dignitosa protesta.Rinvenuta anni dopo da Carlo Farini nellArchivio particolare dei
Duchi di Parma, la lettera gli fu trasmessa dal medesimo Farini, accompagnata da un
messaggio di congratulazioni e con linvito di voler serbare il documento come un
ricordo di singolare coraggio e di grande indipendenza ispirati dallamor patrio. Dal
1854 fu segretario del supremo Magistrato degli Studi (espressamente richiesto dal
marchese Gian Francesco Pallavicino) e come tale tenne un solenne discorso ufficiale
dinaugurazione del nuovo anno accademico e di riapertura dellUniversità il 9
gennaio 1855, proclamando, oltre a scontati toni celebrativi nei confronti della reggente
Maria Luisa di borbone, come sia
lignoranza e non tanto listruzione la nemica della fede cattolica.Parma venne
unita allo Stato piemontese, sotto la dittatura di Luigi Carlo Farini, nel
1859.Lanno seguente (26 marzo) lOppici, forse grazie alla condotta patriottica
da lui tenuta nel 1831 e nel 1848, venne eletto rettore dellUniversità di Parma,
proprio quando tale figura venne istituita, rimanendo in carica fino al 1876. In
quellanno, ancora lucidissimo, volle però lasciare il posto ai più giovani e
rinunciò, inoltre, alla responsabilità di direttore supplente della Cassa di
risparmio.LOppici fu tra i pochi che, autorizzati dallo Stato unitario a richiedere
gli emolumenti perduti con la destituzione subita a causa della condotta patriottica,
rifiutò qualunque rimborso.Nel 1876 fu nominato commendatore della Corona dItalia e
Consigliere provinciale scolastico.Rifiutò molti altri incarichi, ma accettò quello di
segretario della Casa di Provvidenza.Fu amico di Scaramuzza, con il quale condivise la
passione per lo spiritismo.
FONTI
E BIBL.: A.Pariset, Dizionario biografico, 1905, 77-78; Gazzetta di Parma 19 aprile 1888,
n. 106; G.Sitti, Il Risorgimento italiano, 1915, 415; D.Soresina, Enciclopedia diocesana
fidentina, 1961, 301-302; Parma.Vicende e protagonisti, 1978, II, 191; P.Tomasi, in
Gazzetta di Parma 16 febbraio 1987, 3; A.V. Marchi, Figure del Ducato, 1991, 202; Aurea
Parma 2 1991, 132-134; P.Panni, in Gazzetta di Parma 17 febbraio 1998, 18.
OPPICI
PIETRO
Parma
27 ottobre 1881
Di
principi liberali, cospirò per lindipendenza e lunità dItalia.
FONTI
E BIBL.: Il Presente 28 ottobre 1881, n. 296; Annuario della Regia Università 1888- 1889,
101; G.Sitti, Il Risorgimento italiano, 1915,
415.
ORAZIO da PARMA, vedi AZZI MAURIZIO IGNAZIO ILARIONE e HORATIO da PARMA
ORAZIO della VIOLA, vedi BASSANI ORAZIO
ORBO GIOVANNI, vedi CECI GIOVANNI
ORCELLI
GIOVANNI PIETRO
Venezia-Parma
ottobre/dicembre 1655
Sacerdote,
fu organista (successe a Giovanni Battista Grossi) alla Cattedrale di Parma.Cominciò a
servire il 1 aprile 1653.Vi si fermò fino alla fine di settembre dellanno 1655.
FONTI
E BIBL.: N.Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 114.
ORCELLI PIETRO, vedi ORCELLI GIOVANNI PIETRO
ORCESI
ANTONIETTA
Parma
1895/1898
Fu
allieva di canto (soprano) nel Conservatorio di musica di Parma nella classe di Auteri
Manzocchi.Il 22 maggio 1895, nel secondo concerto dato dalla Società dei Concerti, cantò
unaria di Weber e una di Mozart.Nel 1897 si esibì nei teatri di Malta e Legnago e
in Messico. Nel 1898 al Teatro Regio di Parma fu Amelia in Un ballo in maschera: opera
infelice, in quanto i protagonisti furono oggetto di contestazioni e sostituzioni
continue.La seconda serata fu addirittura interrotta dopo il primo atto e furono
restituiti al pubblico i soldi dei biglietti.Anche la Orcesi venne sostituita. Nel 1901
cantò ancora al Teatro Balbo di Torino e nel 1902 al Teatro Concordia di Costantinopoli.
FONTI
E BIBL.: Dietro il sipario, 1986,299-300; G.N.Vetro, Dizionario, 1998.
ORCESI
GIORGIO
Parma
31 maggio 1917-Ponte sul Mincio 30 aprile 1945
Figlio
di Alfonso.Sergente Maggiore del 68° Reggimento Fanteria, IVReparto dAssalto, fu
decorato di medaglia dargento al valor militare, con la seguente motivazione: Già
decorato al valore durante la guerra di liberazione.Prode assaltatore trascinava i propri
arditi, primissimo tra i primi, contro una munita posizione nemica.Piombato su una
postazione avversaria ne annientava personalmente il presidio.Non domo nella volontà di
osare, si scagliava ancora contro il nemico asserragliato nelle ultime postazioni, ma il
suo generoso impeto era stroncato dalla raffica di una mitragliatrice che lo colpiva a
morte.
FONTI
E BIBL.: Decorati al valore, 1964, 93; Caduti resitenza, 1970, 115.
ORFEI
ENRICHETTA DIONIGI
Parma
1807/1866
Letterata.Scrisse
prose e versi dal 1807 al 1866.
FONTI
E BIBL.: L. Carpi, LItalia vivente, 1878, 585.
ORFEO FANEI, vedi AFFÓ DAVIDE
ORGILLO PERSENO, vedi FONTANA GIOVAN BATTISTA
ORI
GIUSEPPE
Parma
30 marzo 1631-post 1684
Pittore.Verso
il 1650 fu attivo nel Palazzo dellUditore di Parma.Non si hanno di lui altre notizie
dopo il 25 maggio 1684.
FONTI
E BIBL.: U.Thieme-F.Becker, Künstler-Lexikon, volume XXVI, 1932; Dizionario Bolaffi
pittori, VIII, 1975,217.
ORIOLI
GINO
Cortile
San Martino-Monte Solarolo 17 dicembre 1917
Figlio
di Battista.Capitano del 136° reggimento
Fanteria, fu decorato di medaglia dargento al valor militare, con la seguente
motivazione: Durante un violento bombardamento nemico sulle posizioni brillantemente
tenute dalla sua compagnia, si mostrava ovunque nelle trincee dove maggiore era il
pericolo; mirabile esempio ai dipendenti della più grande calma.Mentre portava soccorso
ad un sergente maggiore di unaltra compagnia, gravemente ferito, cadeva egli stesso
colpito a morte da una granata avversaria.
FONTI
E BIBL.: Bollettino Ufficiale 1919, Dispensa 40a, 2783; Decorati al valore,
1964, 67.
ORITO PANNICCHIO, vedi GROSSI GIUSEPPE IGNAZIO
ORLAND, vedi ORLANDI
ORLANDI
Parma-Buhara
XV secolo
Costruì
lorologio della piazza di Buhara, in uzbekistan.In
seguito fu fatto uccidere dal Khan.
FONTI
E BIBL.: Guruzzi, Viaggio a Bucara; G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani,
1884, 65.
ORLANDI
ANTONIO
Parma
1831
Capo
magazziniere nella casa di forza di Parma, ebbe parte attiva nei moti del 1831 come
disarmatore della truppa e distribuì il servizio da farsi dalle guardie nazionali.Fu
sottoposto ai precetti di visita e sorveglianza.
FONTI
E BIBL.: O.Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937,
193.
ORLANDI
CARLOTTA
Parma
1839
L8
febbraio 1839 cantò in unaccademia al Teatro Ducale di Parma.
FONTI
E BIBL.: Stocchi; G.N.Vetro, Dizionario. Addenda, 1999.
ORLANDI
CATERINA
Medesano
1794
Forse
sorella di Ferdinando, nel 1794 cantò nella villa di Medesano in unopera del
giovane Paër.
FONTI
E BIBL.: G.N. Vetro, Dizionario.Addenda, 1999.
ORLANDI
ELISA
Macerata
o Parma 1811-Reggio Emilia 11 novembre 1834
Figlia
del famoso compositore Ferdinando, studiò canto (soprano) con il maestro Nardelli.Nel
1829, udita dallimpresario Bandini di Padova, fu scritturata per tre anni.Nel
novembre 1829 debuttò, presente Rossini, nel Tancredi al Teatro Comunale di Bologna
assieme a Giuditta Pasta.Nel Carnevale 1829-1830 fu al Teatro Ducale di Parma nel Turco in
Italia e dovette certamente mettersi in evidenza in quanto fu invitata poi varie volte
nelle accademie della corte di Maria Luigia
dAustria.Nella primavera del 1830 fu a Milano alla Canobbiana nel Crociato in Egitto
di meyerbeer, nellAureliano in Palmira
di Rossini e nellOlivo e Pasquale di Donizetti.Subito dopo fu a Brescia durante la
grande stagione di Fiera che si aprì il 27 luglio con la Francesca da Rimini di Pietro
Generali: lOrlandi ebbe lo strepitoso successo dun positivo furore.La sera del
18 agosto la stagione continuò con il Mosé e la brava Elisa, la giovinetta signora
Orlandi, eccitò in questo secondo spartito un entusiasmo universale, portata venne essa
alle stelle allesecuzione del suo gran rondò finale, e chiamata fuori tre volte con
clamori che non volevano più terminare. Dal 26 dicembre 1830 al 20 marzo 1831 fu
scritturata al Teatro Carcano di Milano dove cantò in sette opere, tra le quali
lAnna Bolena di Donizetti con Rubini e la Pasta, opera che il compositore scrisse
appositamente per loro.Il 27 marzo 1831 prese parte a un grande concerto musicale di
beneficienza a favore degli impiegati e operai teatrali.Dopo la stagione milanese, il 30
maggio 1831 lOrlandi debuttò con il Crociato di Meyerbeer al Real Teatro Carolino
di Palermo, subendo una stroncatura: la sua voce è poca e dun metallo poco
omogeneo, i suoi modi di canto assai limitati, la sua azione circoscritta in due o tre mosse di braccia che si
ripetono continuamente.Non è agevole sapere cosa avvenne, ma ai primi di agosto di
quellanno la si trova ammalata, con conseguente variazione sul cartellone.I medici
non riuscirono ad accordarsi sulla diagnosi: Sintomo alcuno in lei non si scorgeva di
fisica indisposizione, mostrava essa invece la più fiorita prosperità di salute, né
impediti gli erano i soliti giornalieri esercizi, nemmeno le passeggiate: si dichiarava
essa nondimeno indisposta pel canto, e questo disordine de suoi mezzi vocali durò
per quaranta e più giorni, per cui anche lamministrazione sentiva qualche
impedimento di corrisponderle il pattuito e non guadagnato onorario. Finalmente il 15
ottobre ritornò sulla scena per una serata di gran gala, nel corso della quale si
rappresentò lOtello di Rossini.LOrlandi, ristabilita, trionfò.Altre notizie
si hanno su uno spettacolo di Zadig ed Astartea di Vaccaj andato in scena il 15 novembre
successivo, rappresentato dallOrlandi e dalla Manzocchi.La cronaca riporta che alla
scena del loro duetto ove queste due gentili cantanti invece di eseguire la musica,
improvvisarono una nuova musica di vicendevoli contumelie.Altre per conseguenza erano le
frasi ed i tuoni dellorchestra, altre e senza dubbio più energiche le frasi, come
più veementi i tuoni di queste due amabilissime sirene; è anzi da credersi che
limponente presenza delleccelsa Corte, e di tutta la prima nobiltà a teatro
riccamente illuminato, impedisse che questi loro tuoni non facessero scoppiare
fulmini.Oltre alle opere già citate, lOrlandi cantò nel Pirata, nei Montecchi e
Capuleti, nei Fidanzati di Pacini e in Elisa e Claudio.Finita la stagione, dovette
trattenersi a lungo a Palermo per riscuotere la rimanenza della paga che le venne
contestata dallimpresa, per le continue bizze.Risolta la questione, raggiunse
Torino, dove si esibì al Teatro carignano.Nel
Carnevale 1832-1833 trionfò al Teatro Valle di Roma nelFurioso, scritto per
quelloccasione da Donizetti.Nella successiva primavera ed estate tornò alla
Canobbiana di Milano, dove tenne a battesimo il Contrabbandiere di Cesare Pugni e cantò
nellImboscata di Weigl, nellElisir damore di Donizetti, nel Conte Ory di
Rossini, nel Falegname di Livonia, in Elisa e Claudio di Mercadante e in Emma di Fondi di
De Moyana.Nellestate tornò a riposarsi nelle campagne vicino a Parma.Fu chiamata
per la stagione di autunno al Teatro Sociale di rovigo:
fu applaudita interprete dellAnna Bolena di Donizetti.Questa fu lultima
esibizione dellorlandi.La sera in
cui doveva interpretare la Norma, laltra opera nella quale era stata scritturata,
mentre si stava vestendo in camerino, fu assalita da violenti dolori, per cui intraprese
il viaggio di ritorno a casa.Dopo otto giorni di malattia cessò di vivere, a soli 23 anni
detà.
FONTI
E BIBL.: P. Bettoli; P.E. Ferrari; F Regli; Tiby; Traniello; Trezzini; G.N.Vetro, Voci
Ducato, in gazzetta di Parma 16 gennaio
1983, 3.
ORLANDI
FERDINANDO
Parma
7 ottobre 1774-Parma 5 gennaio 1848
Fu
tenuto a battesimo dal conte Scutellari a nome di Maria Amalia di Borbone.Suo primo
maestro di musica fu Gaspare Rugarli, organista nella chiesa reale di Colorno.A parma studiò poi con Gaspare Ghiretti e
Ferdinando Paër.Nel 1793 entrò nel Conservatorio della Pietà dei Turchini a Napoli,
dove ebbe come maestri Giacomo Tritto e Nicola Sala.ritornato
a Parma nel 1799, il duca Ferdinando di Borbone lo nominò lanno successivo maestro
di Cappella onorario.Fu nello stesso anno che lOrlandi debuttò al Teatro ducale di Parma con lopera giocosa La
pupilla scozzese. Di tale genere scrisse venticinque opere, rappresentate in molte città
italiane e allestero.La sua produzione riscosse molto successo anche da parte del
Rossini, con il quale ebbe rapporti damicizia.Dopo lesito brillante al Teatro
allaScala di Milano della sua Dama soldato, nel 1806Eugenio Beauharnais lo chiamò a
Milano per insegnare musica ai paggi della Real casa e nel 1814 fu nominato maestro di
canto e solfeggio al Conservatorio di musica della stessa città.Nel 1822 fu insegnante e
maestro di Cappella a Monaco di Baviera e nel 1823 il re del Wurtemberg lo nominò maestro
di Cappella onorario.Fino al 1828 svolse a Stoccarda soprattutto attività didattica.La
carica di maestro di Cappella onorario gli fu affidata anche da Maria Luigia
dAustria al suo ritorno a Parma (1828).Fu poi maestro della musica vocale del Teatro
ducale di Parma al posto del maestro Simonis dal 1834 al 1848.Sempre a Parma istituì una
Scuola di canto corale, impartendo lezioni gratuite ai coristi del Teatro ducale.Il 7
marzo 1836 la Scuola ebbe lapprovazione della Duchessa.Fu socio onorario della
Ducale accademia filarmonica parmense.Nel 1836 il papa Gregorio XVI lo nominò cavaliere
dellOrdine dello Speron dOro.LOrlandi fu autore delle seguenti
composizioni: La pupilla scozzese (librettoL.da Ponte; Parma, 1800-1801), Il podestà di
Chiggia (A.Anelli; Milano, 1801), Azemiro e Cimene (G.Rossi; Firenze, 1801), Lavaro
(G.Bertati; Bologna, 1801), Il deputato di Rocca (Venezia, 1801), I furbi alle nozze
(Roma, 1802), Lamor stravagante (Greppi; Milano, 1802), Lamore deluso
(Firenze, 1802), Il fiore (G.Foppa; Venezia, 1803), Nozze chimeriche (A.Locrense; Milano,
1804), Le lettere o il sarto declamatore (A.Anelli; Milano, 1804), Nino (I.Zanella;
Brescia, 1804), La sposa contrastata (S.Zini; Roma, 1804), La villanella fortunata
(Torino, 1805), I raggiri amorosi (Milano, 1806), Corrado (Torino, 1806), Pandolfo e
Baloardo (G.Foppa; Venezia, 1807), Lamico delluomo (G. Foppa; Novara, 1808),
Luomo benefico (Torino, 1808), La donna soldato (C.Mazzolà; Milano, 1808), Il qui
pro quo (G.Rossi; Milano, 1811), Il cicisbeo burlato (A.Anelli; Milano, 1812), Rodirigo di
Valenza (F.Romani; Torino, 1820), Fedra (L.Romanelli; Padova, 1820).Inoltre compose alcune
cantate e altra musica vocale e musica sacra, tra cui messe e salmi con orchestra.
FONTI
E BIBL.: F. Regli, Dizionario biografico artisti, 1860, 367; P.L. Bonassi, Musiche di San
Liborio, 1969, 145; Dizionario Ricordi, 1976, 486; N.Pelicelli, Musicisti in Parma dal
1800 al 1860, in Notedarchivio, 1935;
Dizionario musicisti UTET, 1987, V, 460-461; C. Gallico, Le capitali della musica, Parma,
1985, 142; A.V. Marchi, Figure del Ducato, 1991, 314.
ORLANDI
GIAMMARIA
Cerchio di Ranzano
1775 c.-
Fu
un ottimo suonatore dilettante di violino.Compose una Monfrina.
FONTI
E BIBL.: G. Micheli, Valli Cavalieri, 1915, 299.
ORLANDI
ORLANDO
Parma
seconda metà del XVII secolo
Tagliapietra
attivo nella seconda metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti Parmigiane, VI, 210.
ORLANDI
PAOLO
Cerchio
di Ranzano 23marzo 1827-Vairo 10 novembre 1882
Fu
soprannominato Paganen dal Serç, a ricordo del grande violinista genovese.Autodidatta,
riuscì comunque a valorizzare le sue notevoli doti naturali.Coloro che furono presenti ai
suoi trattenimenti musicali assicurarono che lOrlandi era dotato di una fluidità e
agilità straordinarie.Ebbe un fratello, Pietro, che pure possedette buon talento
musicale, che lo accompagnò spesso col violoncello, alle corde del quale erano state
sostituite funicelle.Suonò il violino laltro fratello, Vincenzo, e si ricorda anche
il nonno, Giammaria Orlandi, come ottimo suonatore.LOrlandi si dedicò completamente
alla musica solo negli ultimi anni di vita: finchè fu giovane, cogli altri della sua
famiglia lavorò da contadino e suonò solo nei momenti liberi.A Vairo fu parecchio tempo
ospite di Filippo Basetti, del quale fu maestro.Diverse sono le sue composizioni: La
Monferrina (è delle più popolari, assai vivace, consta di due sole parti, la girata e il
balletto; qualche volta lOrlandi faceva nel balletto una variazione con diesis),
Furlana in sol maggiore (fu la preferita dallorlandi,
che la suonò con varianti improvvisate e con movenze caratteristiche), Piva in là minore
(la più richiesta nei balli pubblici, ove si suonò a lungo) e La merlotta (furlana
celerissima).È conservata pure unaltra Monfrina, di giammaria Orlandi.
FONTI
E BIBL.: G. Micheli, Valli dei Cavalieri, 1915, 298-299; C. Alcari, Parma nella
musica,1931, 140-141.
ORLANDI
PIETRO
Parma
1718/1746
Fu
violinista alla chiesa della Steccata di Parma dal 25 marzo 1726 al 1741.Talvolta diresse
anche lorchestra.In Cattedrale a Parma lo si trova a suonare dal 3 maggio 1718 al 25
dicembre 1746.
FONTI
E BIBL.: Archivio della Steccata, Mandati dal 1726 al 1741; Archivio della Cattedrale,
Mandati 1700-1725, 1726-1747; N.Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 164.
ORLANDI
TEMISTOCLE
Busseto
7 novembre 1850-Busseto 12 febbraio 1926
Membro
della commissione del Monte di Pietà di Busseto, lo fu anche della Deputazione
provinciale di controllo e in questa veste fece approvare dalla Prefettura di Parma
lacquisizione da parte del Comune di Busseto della casa natale di Verdi. Fu profondo
cultore dellarte musicale.Favorì (finanziandola in proprio) lascesa agli
studi di diversi artisti lirici, tra cui i tenori Fiorello Giraud e Angelo Bisagni e il
baritono Edmondo Grandini.Nel 1913, nella circostanza dellinaugurazione del
monumento a Giuseppe Verdi, Lino Carrara, sindaco di Busseto, affidò allOrlandi
lorganizzazione delle manifestazioni darte musicale.LOrlandi anche in
quelloccasione dimostrò le sue virtù e il suo attaccamento alla musica: ottenne
infatti che i due spettacoli dopera, Traviata e Falstaff, venissero diretti e
organizzati da Toscanini.
FONTI
E BIBL.: C. Alcari, Parma nella musica, 1931, 141; G.N.Vetro, Dizionario, 1998.
ORLANDINI
ARCHIMEDE
Paradigna
1 agosto 1909-Parma 11 febbraio 1997
Un
giorno del 1923 o 1924 lOrlandini, che aveva quattordici o quindici anni e faceva
lapprendista falegname, passando vicino alla balera della fiera di Paradigna vide
dei violini e rimase stupito pensando a come dei pezzi di legno potessero suonare in quel
modo. Nacque da quella curiosità genuina e ingenua la carriera di un liutaio autodidatta,
schivo, semplice, tutto dedito a una passione che divenne il lavoro di una vita, anche se
non tale da permettergli di mantenersi con quello. Temendo che quella passione potesse
essere risucchiata dal tempo nella dimenticanza generale, la moglie, Elda Gelati, prese ad
appuntarsi un diario della vita dellOrlandini, poi (1998) pubblicato dalla casa
editrice Turris di Cremona in un libro di 75 pagine (Archimede Orlandini. Liutaio di
Parma). Sparsasi la voce che faceva violini, lOrlandini cominciò a venderne
qualcuno. Poi partecipò alla mostra di liuteria di Cremona del 1937, dove ottenne il
diploma. Superata la seconda guerra mondiale, avviò con continuità il proprio lavoro.
Comunista convinto e acceso, il musicalissimo mondo sovietico gli offrì anche occasioni
professionali: nel 1955 spedì un proprio violino al vincitore del Concorso Ciaikovskj di
quellanno e ne ricevette i ringraziamenti dal compositore Shostakovich e dal
vincitore, Valeri Klimov. Fu un episodio che gli procurò, dopo anni di difficoltà,
numerose richieste dagli Stati Uniti e da allora lattività dellOrlandini
riprese con successo, fino alla morte. I suoi strumenti si riconoscono chiaramente per la
morfologia personalissima delle strutture,
frutto di un autodidatta, recano talora sul manico teste di animali o di Paganini e sono
pregevolissimi per la composizione della vernice, per la quale vinse un premio a
Bagnacavallo nel 1980.
FONTI
E BIBL.: G. Martini, in Gazzetta di Parma 6 novembre 1998, 13.
ORLANDINI
CARLO
Parma
2 aprile 1828-Parma 23 gennaio 1912
Figlio
di Luigi e Antonia Gianori. Ancora giovanissimo si diede allindustria della seta, al
commercio dei cereali e alla coltivazione e al miglioramento delle terre. Fu consigliere
del comune e della provincia di Parma e
della Camera di Commercio, Sindaco del comune di Sorbolo, consigliere del comune di San Lazzaro. Operò per la gestione
della Banca dItalia, della quale fu primo consigliere. Nellepidemia colerica
che funestò il Comune di Sorbolo, lOrlandini dimostrò coraggio e operosità tali
che il governo gli conferì la medaglia al valore civile. Fu Assessore e membro della
Commissione Teatrale di Parma nella stagione di Carnevale 1884-1885.
FONTI
E BIBL.: Dietro il sipario, 1986, 300.
ORLANDINI
GIOVANNI
Parma
prima metà del XVIII secolo
Tagliapietra
e scultore attivo nella prima metà del XVIII secolo.
FONTI
E BIBL.: E. Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, VII, 148.
ORLANDINI
GIULIO
Parma
15 settembre 1589-post 1648
Si
ricordano di lui a Parma gli affreschi della facciata di casa Saltarelli (1627), le Storie
di Davide nella volta e nellabside di Santa Maria del Quartiere (1628), gli
affreschi di una camera (1629) e della cappella (1630) del palazzo del Governatore, il San
Carlo Borromeo nella cappella Meli Lupi in San Francesco del Prato e la Predica del
Battista nelloratorio di San Giovanni a Capo di Ponte. Operò in Parma dal 1620 al
1648.
FONTI
E BIBL.: T. Bazzi-U. Benassi, Storia di Parma, 1908, 310; U. Thieme-F. Becker, volume
XXVI, 1932; Dizionario Bolaffi pittori, VIII, 1975, 222.
ORLANDINI
GIULIO
Lesignano
Palmia 1891/1911
Soldato
del 26° Reggimento fanteria, fu decorato di medaglia di bronzo al valor militare, con la
seguente motivazione: Diede spiccata prova di slancio ed ardimento sotto il fuoco nemico
(Sidi Abdallah, Derna, 16 dicembre 1911).
FONTI
E BIBL.: G. Corradi-G. Sitti, Glorie alla conquista dellimpero, 1937.
ORLANDINI
MICHELE
Parma
1831
Partecipò
ai moti del 1831 in Parma. Fu arrestato e inquisito come disarmatore della truppa nel
giorno 13 febbraio. Fu poi rimesso in libertà (settembre 1831) e sottoposto ad alcuni
precetti.
FONTI
E BIBL.: O. Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937,
192.
ORLANDINI
PAPIRIO
Parma
prima metà del XVII secolo
Disegnatore
attivo nella prima metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E. Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, V, 268.
ORLANDINI
PIER GIOVANNI
Parma prima metà del
XVII secolo
Pittore
attivo nella prima metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E. Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, IV, 269.
ORLANDO
Parma seconda metà
del XVI secolo
Maestro
pittore attivo nella seconda metà del XVI secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, IV, 266.
ORLANDO, vedi anche MEDICI ROLANDO
ORLANDO del ROSSO, vedi ROSSI ORLANDO
ORLANDO FERDINANDO, vedi ORLANDI FERDINANDO
ORMINDO FERREDO, vedi SALVONI LUIGI BERNARDO
ORSI ANGELA o ANGIOLA, vedi DORSI ANGELA
ORSI CARLO
1848-Berceto
1 ottobre 1911
Dopo
essere stato coadiutore del prevosto Pioli, gli successe nella prevostura di Berceto il 12
luglio 1879.Tenne limportante cura per trentadue anni, fino al 1° ottobre 1911.Fu
sacerdote distinto per doti intellettuali e morali, di grande pietà e
caritatevole.Finchè le energie giovanili gli permisero di esplicare unesuberante
attività nel ministero parrocchiale, tenne aggiornati i registri parrocchiali e i conti
delle confraternite e il pagamento dei numerosi censi e livelli della
Prevostura.Allultimo periodo della sua vita, quasi stroncata dal sacrificio continuo
di sè stesso, risalgono invece diverse lacune: si deve soprattutto lamentare la perdita
di molti livelli e censi che vennero prescritti nel tempo della sua cura.Ebbe un tenore di
vita francescano e una cura amorosa per gli infermi della parrocchia.Sotto lOrsi
presero un accentuato sviluppo la frequenza ai sacramenti e la devozione alSacro Cuore di
Gesù.Amò la grandiosità delle funzioni sacre, che volle sempre condecorate dal canto di
una schiera di cantori.Favorì le vocazioni ecclesiastiche e quelle religiose, tanto che
alla sua morte la sola parrocchia di Berceto contava in Diocesi quaranta sacerdoti e più
di venti religiose sparse in diverse congregazioni, con prevalenza in quella di Maria
Ausiliatrice.Favorì la fondazione e lo sviluppo dellAsilo Infantile e
dellannesso Oratorio festivo.Morì a soli 63 anni dopo lunga e dolorosa malattia.
FONTI
E BIBL.: G. Schianchi, Berceto e i suoi Arcipreti, 1927, 129-131.
ORSI
GIOVANNI BATTISTA
Parma
23 ottobre 1590-
Figlio
di Alessandro e Monica Matesi. Si laureò in legge nellanno 1608, in giovanissima
età (adolescente).Fu avviato alla vita ecclesiastica dal padre, primo segretario del duca
Ranuccio Farnese.Inizialmente ottenne una Badia in Calabria, di scarsa rendita, poi fu
eletto ambasciatore del Re di Polonia alla
Corte di Roma.Molto stimato dal Re, che aveva ricevuto lusinghiere relazioni relative alla
sua persona, fu inviato da questo monarca a trattare in suo nome importanti affari a
Napoli, Venezia, Genova e Milano.Il fratello Enrico lo supplì nella carica di
ambasciatore in Roma quando lOrsi si trovava allestero.
FONTI
E BIBL.: R. Pico, Appendice, 1642, 72-73.
ORSI GIOVANNI DOMENICO, vedi ORSI GIOVANNI Battista
ORSI
GIUSEPPE
Berceto
20 settembre 1886-Berceto 7 luglio 1970
Figlio
di Eliseo.Fu alunno del Seminario di Berceto dove fece le classi ginnasiali.Poi passò nel
Seminario di Parma per i corsi liceali e teologici.Venne ordinato sacerdote il 25 marzo
1909 nella cappella delvescovado per mano del vescovo Guido Maria Conforti.Fu cappellano
per sette anni nella parrocchia di Santa Maria Borgo Taschieri in Parma e
contemporaneamente anche Consorziale della Basilica Cattedrale per sei anni.Fu Economo
Spirituale per un anno della parrocchia di Mulazzano e Vicario parrocchiale di Langhirano
dal 1916 al 1918.Fu nominato parroco della chiesa della Santissima Trinità in Parma il 26
luglio 1918: vi svolse con grande zelo il ministero pastorale fino al 2 marzo 1927.Fu pure
nello stesso tempo cappellano dellistituto
carcerario di San Francesco dal 17 maggio 1924, succedendo al padre Lino Maupas.Il vescovo
Conforti volle premiare lOrsi promuovendolo alla chiesa cittadina di San Vitale il 3
marzo 1927.LOrsi seppe svolgere unazione preziosa in quella parrocchia e nella
città di Parma fino al giorno del suo decesso.Il 18marzo 1956 fu nominato Canonico
onorario della Cattedrale di Parma col titolo di Monsignore.LOrsi fu molto
conosciuto e stimato in Parma, anche per le varie importanti mansioni espletate e per il
suo carattere aperto e cordiale.Fu insegnante di canto corale nella Scuola di Applicazione
di Parma, insegnante di Sacra Eloquenza e di teologia Dogmatica nel Seminario Maggiore,
insegnante di Religione al Liceo Scientifico G.Marconi, allistituto Tecnico
M.Melloni e al Maria Luigia, Presidente della Commissione per la Musica Sacra, Assistente
Ecclesiastico dellAssociazione Maschile Universitaria di Parma, Giudice Sinodale del
Tribunale ecclesiastico, membro del Consiglio provinciale dellOpera Nazionale per la
Protezione della Maternità e dellInfanzia, Direttore delle Dame di Carità di
Parma, Assistente Diocesano delle Donne di Azione Cattolica e della Federazione della
Gioventù Maschile dal 1923 al 1938.Fu anche Cappellano onorario della chiesa magistrale della Steccata in Parma.Fu per molti
anni Direttore del bollettino parrocchiale Il Cristiano Istruito, che si diffuse in molte
parrocchie della città e della diocesi di
Parma.Fu pure consigliere dellAssistenza Pubblica di Parma.Fu insignito della
medaglia dargento al merito della Redenzione Sociale.
FONTI
E BIBL.: Si è spento monsignore Orsi, il sacerdote amico di tutti, in Gazzetta di Parma
8luglio 1970, 5; C.Negri, La semplice umanità di monsignor G.Orsi, in Gazzetta di Parma
13 luglio 1970, 3; F.Botti, Monsignor Giuseppe Orsi, Parma, Battei, 1973; F.da Mareto,
Bibliografia, II, 1974, 766; Gazzetta di Parma 4 settembre 1991, 16; Il Seminaio di Parma,
1993, 73-74.
ORSI
LUIGI
Parma
1787/1818
Fu
direttore della tipografia Caffarello di Parma dal 1787 al 1791.Venne poi assunto (1791)
da Giambattista Bodoni, nella cui azienda rimase per oltre un ventennio come proto.Curò
tra laltro la stampa delledizione postuma del Manuale tipografico del Bodoni
stesso, pubblicato nel 1818 a Parma dalla vedova del grande stampatore saluzzese.
FONTI
E BIBL.: Enciclopedia della stampa, 1969, 237; Giambattista Bodoni, 1990, 309.
ORSI
LUIGI
Albareto
1839-1911
Fu
Arciprete di Castrignano.
FONTI
E BIBL.: G.Guerra, Don Luigi Orsi, arciprete di Castrignano (Parma), Parma, Fresching,
1937; F.da Mareto, Bibliografia, II, 1974, 766.
ORSI
MARIANNA
Albareto
febbraio 1842-Piacenza 1885
Figlia
di Angelo e di Domenica Mussi, primogenita di nove figli.La Orsi maturò la scelta di
dedicarsi totalmente a Dio: la decisione di entrare in un ordine monastico (le Figlie di santanna)
che stava nascendo solo allora, suscitò parecchie perplessità negli zii sacerdoti.Nel
novembre del 1868 lOrsi entrò come postulante nella Casa Madre di Piacenza.Durante
il noviziato furono molto apprezzate le sue doti umane, la grande disponibilità al
servizio e lumiltà. Al momento dei voti solenni scelse di chiamarsi suor Anna del
Salvatore e iniziò una vita volta totalmente ad alleviare le sofferenze: lavorò negli
ospedali, nei manicomi e negli orfanotrofi.Quando si spense, a soli 43 anni, godeva già
fama di santità.La curia di Piacenza
preparò poi tutta la documentazione per la beatificazione.
FONTI
E BIBL.: G.Camisa, in Gazzetta di Parma 29 febbraio 1992, 23.
ORSI
PIETRO FRANCESCO
Parma
1648/1674
Sacerdote,
fu tenore della chiesa della Steccata di Parma dal 2 ottobre 1648 a tutto il dicembre
1674.
FONTI
E BIBL.: N.Pelicelli, Musica in Parma, 1936.
ORSI
PINO
Parma
XV secolo
Fu
dottore dei Canoni.Visse nel XV secolo.
FONTI
E BIBL.: R. Pico, Appendice, 1642, 24.
ORSI ROSA, vedi ORZI ROSA GELTRUDE
ORSINI
AIDA
Boston
1893 c.-Parma 19 maggio 1997
Figlia
di Giuseppe. Per molti anni fu insegnante di arpa al Conservatorio di musica di Parma.
FONTI
E BIBL.: G.N. Vetro, Dizionario, 1998.
ORSINI GEROLAMA, vedi ORSINI GIROLAMA
ORSINI
GIROLAMA
1499
c.-Viterbo 1570
Figlia
di Lodovico Orsini conte di Pitigliano, sposò nel 1519 Pier Luigi Farnese.Le sue nozze
furono cantate dal Molosso.Ebbe dal marito il titolo di Duchessa e il governo di
Castro.Rimasta vedova per luccisione del consorte, avendo molti nemici, fu posta in
salvo e chiusa in un forte.Preferì più tardi lasciare Piacenza e il governatorato di
Castro e si ritirò a Viterbo.
FONTI
E BIBL.: P.Litta, Famiglie celebri italiane, Milano, 1819; F. Orestanto, Eroine, 1940,
186; gazzetta di Parma 5 gennaio 1960, 3.
ORSINI
GIUSEPPE
Corniglio
14 aprile 1867-Parma 29 novembre 1935
In
Milano ebbe a maestri di canto Pozzo e Barbacini.Nel 1888 lasciò lItalia per
recarsi a Boston, ove aprì una scuola di canto e intraprese gli studi di composizione
sotto la guida di Paolo Giorza.Compose molte romanze che ebbero lonore di essere
eseguite da Emilio De Marchi, Alessandro Bonci ed Enrico Caruso.Nel 1900 offrì alla
Regina Margherita di Savoja un album con dieci sue romanze.La Sovrana fece pervenire
allOrsini, oltre a una lettera dincoraggiamento, anche un artistico e prezioso
dono.LOrsini compose le opere teatrali Celeste (un atto, Brescia, 1901) e Mater
dolorosa (due atti, Brescia, 1901).
FONTI
E BIBL.: C.
Alcari, Parma nella musica, 1931, 142; G.N.Vetro,
Dizionario, 1998.
ORSINI ORSINA, vedi VISCONTI ORSINA
ORSO
DA
PARMA
Parma
842
Nellanno
842 fu vassallo della Regina cunegonda.
FONTI
E BIBL.: F.da Mareto, Indice, 1967, 663.
ORSOLINA da PARMA, vedi VENERI ORSOLINA
ORTALLI
ANTONIO
ante
1831-Parma 25 marzo 1876
Appartenne
a famiglia di probabili origini della zona di Calestano o Terenzo, pervenuta a collecchio sui fondi già dei Maraffi e dei
Bergonzi, per matrimonio.Di sentimenti patriottici, lortalli ne diede prova fin da quando prese parte
agli avvenimenti politici del 1831 e particolarmente allo scontro di Fiorenzuola del 25
febbraio. Fu sindaco del comune di collecchio, facente funzioni di podestà e
podestà (1837).Fu consigliere anziano anche del co-mune
di Sala. Nel 1848 vendette a bartolomeo
Marcellini un podere a nord della strada del Bergamino a Madregolo.
FONTI
E BIBL.: G.Sitti, Il Risorgimento italiano, 1915, 415; E.Nasalli Rocca, Un ignoto
carteggio bodoniano nella Biblioteca comunale di Piacenza, in Archivio Storico per le
Province Parmensi 1940, 95 e seguenti; L.Gambara, Pontremolesi a Parma, in Gazzetta di
Parma 10febbraio 1965, 3; G.Carletti, Il pozzo dei mille tagli, in Resto del Carlino 9
giugno 1961; C.Coppellotti, Lo scontro di Fiorenzuola dArda, in Archivio Storico per
le Province Parmensi 1931, 157; Malacoda 9 1986, 51-52.
ORTALLI
ENNIO
Parma
7 luglio 1900
Ingegnere,
fu volontario nel 17° Reggimento Fanteria, combattè a San Martino e fece la campagna del
1866.
FONTI
E BIBL.: La Battaglia 14 luglio 1900, n. 33; G.Sitti, Il Risorgimento italiano, 1915, 415.
ORTALLI
ERMENEGILDO
Parma
26 agosto 1801-Parma 14 maggio 1869
Nacque
da Gaspare e Maria Ortalli e crebbe nello stesso ambiente cortigiano caro al
padre.Compiuti regolari studi, divenne insegnante e socio del Gabinetto Letterario di
Parma fin dal 1824.Sposò nel 1821 Maria Baracchi.membro
dellAnzianato cittadino, il 17febbraio 1831 entrò a far parte del Governo
provvisorio capeggiato dal vecchio conte Linati.Prima del ritorno delle truppe austriache,
il 10 marzo 1831 fuggì da Parma e si
rifugiò dapprima nella villa della Maraffa di Collecchiello, poi proseguì lungo la strada della Cisa, si imbarcò a Livorno
e riparò in Corsica come buona parte degli altri patrioti.Da qui si portò in Francia,
Svizzera e infine a Torino, dove frequentò i mazziniani e lo stesso Mazzini (pare senza
condividerne appieno il pensiero) e dove più tardi contrasse una solida amicizia col
generale sabaudo Manfredo Fanti, uno degli uomini di maggior spicco delle guerre
risorgimentali.DellOrtalli il Casa scrisse che era giovane di mente aperta, di buona
cultura, di modi eletti, insinuante, piacevole, caldo damore per la indipendenza e
la libertà della Patria; ma di carattere debole e fautore di dottrine astratte. È un
giudizio solo parzialmente positivo, da prendere con beneficio dinventario, poiché
si sa che presso il Casa i sospetti di mazzinianesimo non godettero buona stampa.Dai
documenti amministrativi esaminati e che testimoniano della sua attività e della sua
linea politica, esce fuori un carattere tuttaltro che debole.Dotato di fermi
principi giuridici ed etici al riguardo della conduzione della cosa pubblica finalizzata
al bene comune e allinteresse collettivo, seppe difendere questi principi e
accettare lo scontro con tenacia, quasi con accanimento.Che poi le sue idee fossero
astratte è unopinione personale del Casa, narratore non sempre sereno di quegli
avvenimenti che lui stesso aveva vissuto in prima persona, patriota e uomo politico prima
ancora di essere storiografo.Rientrato a Parma nel 1837 beneficiando dellamnistia
concessa da Maria Luigia dAustria, lOrtalli riprese i propri incarichi, in
particolare il seggio di anziano nel consiglio della città di Parma e anche in quello di
Collecchio, di cui era stato e fu nuovamente sindaco e podestà (1829-1831 e 1837-1838),
sempre per nomina ducale.Sopraggiunte le giornate del 1848, si distinse durante la
sollevazione del 20 marzo e divenne segretario della Suprema Reggenza, ciò che gli
impedì di seguire il fratello Giovanni verso i campi di battaglia lombardo-veneti.Durante
lultimo e decisivo moto insurrezionale, quello che nel 1859-1860 portò
allannessione di Parma al Regno dItalia, lOrtalli ebbe un suo ruolo,
questa volta in campo assistenziale, in favore delle vedove e degli orfani di
guerra.Cessato linsegnamento, entrò nellamministrazione postale e il
27novembre 1859 fu nominato Direttore delle Regie Poste di Parma.
FONTI
E BIBL.: J.Bocchialini, Il generale Fanti e lo Statuto Albertino in una lettera al
patriota Ortalli, in Aurea Parma luglio-dicembre 1948, 119 e seguenti; E.Casa, I moti
rivoluzionari accaduti in Parma nel 1831, Parma 1895; E.Casa, I carbonari parmigiani e
guastallesi cospiratori nel 1821, Parma, 1904; U.Delsante, Gli ampliamenti territoriali
del comune di Collecchio dopo lUnità, in Archivio Storico per le Province Parmensi
1975, 329-368; G.Ferretti, Lesilio di Ermenegildo Ortalli in Svizzera, Biblioteca
della Giovane Montagna, Roma, 1944; T.Marchi, Il governo provvisorio parmense, in Archivio
Storico per le Province Parmensi 1931, 240 e seguenti; O.masnovo, I patrioti parmensi del 1831 secondo
nuovi documenti, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937, 192; G.Micheli,
Corsica rifugio di esuli parmensi, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1931, 95 e
seguenti; C.Pecorella, I Governi provvisori parmensi (1831, 1848, 1859), Parma, 1959;
G.Sitti, Il Risorgimento italiano nelle epigrafi parmensi, Parma, 1915, 22; Cenno
necrologico, in Gazzetta di Parma 14 maggio 1869, n. 110; G.M.Piva, Una satira manoscritta
sui moti parmensi del 1831, in parma
nellArte 1, 1970, 92; A.Credali, Idee e uomini del Risorgimento, Parma, 1964, 38;
I.Bocchialini, Frammenti di storia, di arte e di vita parmense, Parma, 1962; U.Delsante,
Il Risorgimento parmense e alcuni suoi protagonisti, in Al Pont äd Mez 2 1980, 78-81;
Malacoda 9 1986, 52-53; T.Marcheselli, Strade di Parma, II, 1989, 127.
ORTALLI
FRANCESCO
Parma
20 dicembre 1704-Piacenza 5 febbraio 1738
Frate
cappuccino laico addetto al lanificio, morì a soli 34 anni compianto per la sua bontà e
abilità.Compì a Guastalla la vestizione (3 ottobre 1733) e la professione solenne (3
ottobre 1734).
FONTI
E BIBL.: F.da Mareto, Necrologio Cappuccini, 1963, 112.
ORTALLI
GASPARE
Parma
1773 c.-post 1821
Visse
a lungo presso la Corte di Parma, dove fu in più di unoccasione sindaco della
città, sia sotto i Francesi sia al tempo di Maria Luigia dAustria (1811 e 1821).
FONTI
E BIBL.: U.Delsante, Risorgimento parmense, in Al Pont äd Mez 1980, 79.
ORTALLI
GASPARE
1789-Parma
6 dicembre 1839
Avvocato.Scrisse,
soprattutto in gioventù, centinaia di sonetti e canzoni.Assai colto ed erudito (in
particolare di storia, geografia e filosofia), formò una ragguardevole biblioteca,
ricchissima di opere di storia locale e di autori parmigiani.
FONTI
E BIBL.: G.B. Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1877, 282.
ORTALLI
GHERARDO
Parma
1815-Parma 2 agosto 1850
Figlio
di Gaspare e fratello minore di ermenegildo.Fu
cospiratore ardente e combattente valoroso del Risorgimento italiano. Il 20 marzo 1848
combattè gli Austriaci per le strade di Parma.
FONTI
E BIBL.: La Democrazia 18 marzo 1903, n. 21; G. Sitti, Il Risorgimento italiano, 1915, 31;
T.Marcheselli, Strade di Parma, II, 1989, 127.
ORTALLI
GIOVANNI
Parma
26 luglio 1799-4 settembre 1869
Figlio
di Gaspare e Marta Ortalli. Nacque da una famiglia di probabili origini dellalta Val
Baganza.Cresciuto nellambiente del governo di Parma (il padre fu in più di una
occasione sindaco della città sia sotto i Francesi sia al tempo di Maria Luigia
dAustria), divenne sovraintendente alle scuderie di Corte e maestro
dequitazione dei paggi e dei convittori del Collegio dei Nobili.Sposando Giulia bergonzi, figlia del marchese Ercole, gran
ciambellano di Maria Luigia dAustria, acquisì il diritto su ampi poderi nella zona
di Collecchiello e sulle splendide ville della Maraffa e del Poggio di Collecchio, oltre
che sul palazzo di via Farini n. 48 in Parma.Già nel 1823 la polizia dovette scrivere il
suo nome nei rapporti sui carbonari, anche se poi non furono presi provvedimenti a suo
carico.Nel 1831, nelle giornate di febbraio, mentre la Duchessa meditava di lasciare
Parma, durante le manifestazioni di piazza si distinse per aver dato man forte ai
rivoltosi nel disarmare i dragoni.Anche in quella occasione non fu oggetto di alcuna
sanzione al momento del ripristino del regime.Nel 1841 fu membro del consiglio degli
anziani del comune di parma, di nomina ducale.Il 19 aprile 1848 lortalli partì col figlio Francesco con la prima
colonna di volontari parmensi che, dopo essersi unita alle truppe di Carlo Alberto di
Savoja, combattè a Pastrengo e allattacco del forte di Verona.Ritornato a Parma,
ottenne altre cariche pubbliche, tra le quali la più prestigiosa fu la direzione del
Monte di Pietà (1859). Ma fu anche delegato alla direzione degli Ospizi Civili e
consigliere per gli Asili Infantili (1861): tutte cariche in organismi assistenziali,
circostanza questa che testimonia come il suo patriottismo si accompagnò sempre a una
ideologia populista, seppure di stampo paternalistico.La sua attività politica e
amministrativa fu vasta e tesa soprattutto a risolvere problemi pratici.Fu per moltissimi
anni (1834-1860) consigliere anziano a Sala e a Collecchio, dove per qualche tempo assunse
le funzioni di podestà (1850-1859), sempre di nomina ducale.Dopo lUnità fu eletto
nei rinnovati consigli comunali di quei due comuni, dove prestò la sua attività
(1860-1867) quale membro di varie commissioni, particolarmente alla statistica, alle acque
e strade (1835-1837) e alla sanità, durante le epidemie di colera (1855).Poco prima della
morte osteggiò pubblicamente sul Presente la legge sul macinato, che risultava
gravosissima per le classi popolari.
FONTI
E BIBL.: J.Bocchialini, Il generale Fanti e lo Statuto Albertino in una lettera al
patriota Ortalli, in Aurea Parma luglio-dicembre 1948, 119 e seguenti; E.Casa, I moti
rivoluzionari accaduti in Parma nel 1831, Parma 1895; E.Casa, I carbonari parmigiani e
guastallesi cospiratori nel 1821, Parma 1904; U.Delsante, Gli ampliamenti territoriali del
comune di Collecchio dopo lUnità, in Archivio Storico per le Province Parmensi
1975, 343-344; G.Ferretti, Lesilio di Ermenegildo Ortalli in Svizzera, Biblioteca
della Giovane Montagna, Roma, 1944; T.Marchi, Il governo provvisorio parmense, in Archivio
Storico per le Province Parmensi 1931, 240 e seguenti; O.masnovo, I patrioti parmensi del 1831 secondo
nuovi documenti, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937, 193; G.Micheli,
Corsica rifugio di esuli parmensi, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1931, 95 e
seguenti; C.Pecorella, I Governi provvisori parmensi (1831, 1848, 1859), Parma, 1959;
G.Sitti, Il Risorgimento italiano nelle epigrafi parmensi, Parma, 1915; U.Delsante,
Risorgimento parmense e alcuni suoi protagonisti, in Al Pont äd Mez 1980, 79-80; Il Monte
di Pietà di Parma, Parma, 1955, 21; T.Marchi, Parma 1848, in Aurea Parma 2 1948, 70;
U.Delsante, Collecchio, ville e residenze; Malacoda 9 1986, 53-54.
ORTALLI
LUIGI
Borgo
San Donnino 1854/1859
Fu
Podesta di Borgo San Donnino nellanno 1855 e nel 1859 ne fu Sindaco provvisorio.
FONTI
E BIBL.: G. Laurini, Borgo San Donnino e i suoi capi civili, 1927.
ORTALLI
MASSIMILIANO SANTE
Parma
1 novembre 1742-7 agosto 1833
Grande
appassionato darte, pittore egli stesso, con assiduità e con cura raccolse circa
60000 stampe di varie scuole, con le quali, su suggerimento di Paolo Toschi, Maria Luigia
dAustria arricchì la Biblioteca Palatina (1828). Nella sua opera di raccoglitore
ebbe il valido aiuto dellabate Pietro Zani, autore dellEnciclopedia metodica
delle Belle Arti.
FONTI
E BIBL.: P.Zani, Enciclopedia metodica di Belle Arti, XIV, 1823, 170; C.Zanotti, Cenni
sulla Colezione di Parma, in Larte a stampa,
6, 1979; L.Farinelli, Il carteggio Zani, in Archivio Storico per le Province Parmensi
1986, 367; A.V. Marchi, Figure del Ducato, 1991, 276.
ORTALLI
VITTORINO
Parma
1907-Parma 14 dicembre 1998
Il
padre era farmacista.Decise di fare lavvocato ed ebbe studio legale prima a Fidenza
e poi a Parma.LOrtalli nel 1935 partì volontario per lAfrica, con il
Battaglione universitario.Ci restò un anno, poi tornò in Patria e riaprì gli studi
legali.Iscritto al partito fascista fin da ragazzo, fece una rapida carriera: diventò
Federale nel 1941.Grazie allOrtalli, il quotidiano locale, ribattezzato dal regime
Corriere emilano, tornò allantica
testata Gazzetta di Parma.Nel 1942 chiese di poter lasciare lincarico e partì
volontario per la Croazia.In seguito, fu prima prefetto a Terni e poi a Cremona.Alla
caduta del fascismo, la Corte straordinaria dassise che giudicava i fascisti, gli
diede la condanna minima, dieci anni.Nel resoconto del processo, il giornale del Comitato
di liberazione Nazionale scrisse: per
Ortalli il pubblico ministero afferma essere opinione generale che abbia guidato la
provincia nel migliore dei modi consentiti e che ha cercato di ovviare al disastro finale.
LOrtalli rimase in carcere un anno e mezzo, fino allamnistia Togliatti.Riparò
a Roma, dove fu rappresentante di concentrato di pomodoro e direttore di una fabbrica di
stucco e seguì qualche causa in Cassazione per gli ex fascisti che ricorrevano contro le
sentenze dei tribunali straordinari.Rientrò a Parma nel 1951 e, riaperto lo studio
legale, divenne uno dei più noti penalisti parmigiani.abbandonò definitivamente la professione il 15
settembre 1984.
FONTI
E BIBL.: M.Montan, in Gazzetta di Parma 16 dicembre 1998, 6.
ORTALLI
LAURENT VALENTINO
Parma-Parma
17 febbraio 1909
Musicofilo,
fu il rappresentatne del Comune di Parma nel Consiglio della Regia Scuola di musica e nel
Teatro Regio.Per molti anni fu consigliere e più volte assessore anziano del Comune di
Parma.Presiedette la commissione teatrale e
fu anche membro della commissione
ospitaliera.Negli ultimi anni di vita, perduta ormai quasi completamente la vista, si
ritirò da ogni carica.
FONTI
E BIBL.: Gazzetta di Parma 9 dicembre 1920, 1-2; Dietro il sipario, 1986, 300.
ORTENSI
DOMENICO
Parma
prima metà del XVII secolo
Pittore
attivo nella prima metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti Parmigiane, V, 271.
ORTIS
GIANTOMMASO
Parma
1688
Fu
professore di Legge dellUniversità di Parma (XVIII secolo), sacerdote, Protonotario
apostolico, Canonico, Giudice sinodale, Avvocato dei poveri nella Curia vescovile e
Prevosto della parrocchia di SantAndrea in Parma.
FONTI
E BIBL.: A.Pezzana, Memorie degli scrittori,, 1833, IV, 449.
ORTIS
GIANTOMMASO
Parma
1739/1740
Fu
erudito verseggiatore.Nella colonia parmense degli Arcadi si appellò Tirso
Niseotico.Parafrasò alcune odi di Orazio e scrisse molti sonetti e parecchie
anacreontiche e canzoni, che si trovano sparse in più raccolte dal 1740 in avanti.Scrisse
anche unegloga latina intitolata Trisalthus-Thyrsus e altri componimenti
latini.Pubblicò varie Allegazioni latine e tradusse in italiano verso il 1739 una Storia poetica per lintelligenza de Poeti,
del Gautruche, gesuita, che probabilmente non fu mai pubblicata.
FONTI
E BIBL.: A.Pezzana, Memorie degli scrittori, 1833, IV, 449; G.B.Janelli, Dizionario
biografico dei Parmigiani, 1877, 282.
ORTOFILO, vedi ROSSI IPPOLITO
ORUS
GIUSEPPE
Parma-Parma
1793
Nacque
da genitori francesi al servizio della Corte di Ferdinando di Borbone.Gli scrittori che
ebbero a parlare dellOrus lo collocarono tra gli uomini più colti e più valenti
nellinsegnamento e nella pratica della veterinaria.Nel Dizionario Storico (vol.
13°) è chamato uomo di vaste cognizioni, benemerito della veterinaria per molte opere
scritte, e pei numerosi allievi da lui educati nella scienza nazionali ed esteri.Alcune
sue monografie furono pubblicate nelle Novelle Venete (gennaio 1776, n. 552 e 534): Il
metodo facile per la cura della contagiosa malattia appellata Cancro volante e Metodica
cura delle infiammazioni di petto delle bovine.Alla città di Parma si riferisce la Storia
di una polmonea descritta dallOrus,
già passato al servizio della Repubblica Veneta, per la quale, per conto del Magistrato
della Sanità, chiese informazioni a Michele Girardi. Contribuì ad accrescere la fama
dellOrus la missione ricevuta dal governo
Veneto di recarsi in Dalmazia, dove una micidiale dissenteria si era sviluppata nelle
bestie bovine.Lepizoozia venne felicemente repressa dallOrus, che al suo
ritorno ebbe dal Governo dimostrazioni di gratitudine: per lui furono scrittte lodi
poetiche e il Milocco gli dedicò il volume X della Fisiologia di Haller.La prolusione
letta dallOrus nel giorno in cui iniziò a Padova linsegnamento veterinario
(riportata per intero in un opuscolo del Delprato) fu avvenimento tra i più celebrati dai
contemporanei.LOrus scrisse, con risultati modesti, anche alcune poesie.
FONTI
E BIBL.: G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1877, 503-504.
ORVIETO
ARTURO
Parma
1895-Milano 1962
Figlio
del rabbino della comunità israelitica, frequentò il liceo classico a Parma e si laureò
in Legge a Bologna.Iniziò la professione di avvocato a Milano.Costretto dalle leggi
razziali fasciste a lasciare lItalia, si rifugiò a Parigi.Terminato il secondo
conflitto mondiale, a Milano riprese la professione e collaborò al Corriere della Sera e
a importanti riviste: con la sua scrittura semplice e chiara aiutò molti lettori ad
avvicinarsi ai problemi della giustizia italiana, rendendo comprensibili complesse
questioni giuridiche.Numerose furono, in tribunale, le cause che lo videro trionfare, sia
in campo civile che penale.Morì improvvisamente in uno studio televisivo, mentre
registrava la trasmissione Una domanda al giorno.
FONTI
E BIBL.: F. e T.Marcheselli, Dizionario Parmigiani, 1997, 228.
ORZI
LINO
Medesano
23 settembre 1911-Alture di Belesat 17 febbraio 1936
Nato
da Eugenio e da Palmira Concari.Ancora giovanissimo, si distinse per lentusiasmo con
cui partecipò alla vita delle organizzazioni del Partito fascista.Partì per
lAfrica Orientale nel 3° Reggimento Bersaglieri alle prime avvisaglie del conflitto
italo-etiopico.Dopo aver partecipato a diversi fatti darme, dimostrando sempre
grande sprezzo del pericolo sotto il fuoco nemico, venne ferito nel combattimento di
Scelicot (battaglia dellEndertà).Trasportato nellospedale da campo n.606, vi
decedette in seguito alle ferite riportate sul campo.Fu decorato di medaglia di bronzo al
valor militare, con la seguente motivazione:Esempio di coraggio durante lazione
volontariamente portava ordini a reparti impegnati attraversando più volte una zona
intensamente battuta dallavversario finchè, colpito a morte, cadeva
nelladempimento del proprio dovere.
FONTI
E BIBL.: Parmensi nella conquista dellImpero, 1937, 218; Decorati al valore, 1964,
55.
ORZI
ROSA GELTRUDE
Parma
23 ottobre 1706-Parma 12 maggio 1783
I
suoi genitori erano poveri ma non di umile condizione e una sorella visse nel conservatorio di San Benedetto.Nel 1755
lOrzi lasciò loccupazione di cameriera per dedicarsi allattuazione di
un piano maturatole nello spirito dopo aver tentato, con scarsa fortuna e fin dalla
giovinezza, di ricondurre sulla buona strada le donne traviate.Racconta lAllodi che
un giorno ella trovò due fanciulle sulla porta di Santa Cristina, e avendole invitate ad
andarsene con lei, le condusse alla sua abitazione col desiderio di formare in seguito un
conservatorio sotto il titolo di Rosine.La prima aveva nome Maddalena, la seconda
Annunziata, ed erano di una famiglia chiamata Toschi. Forse proprio da questo episodio
nacque il primo Istituto.In ogni caso, si sa che la Orzi accolse in casa Rossi, nei pressi
di Santa Cecilia, sei ragazze per volta, educandole e istruendole al lavoro. Le teneva
presso di sé, le istruiva, le educava cristianamente e le esercitava nei lavori
femminili, in modo che fossero pronte alla vita, che scegliessero il matrimonio o la
consacrazione religiosa o il servizio presso famiglie onorate.Quando una di queste giovani
diventava adulta, la affidava a una buona famiglia e la sostituiva con unaltra
(sciegliendo le più graziose, cioè quelle soggette ai maggiori pericoli).Raggiunti i 73
anni, sentendosi venir meno le forze, pensò di dare maggiore stabilità alla propria
opera e si rivolse per aiuto a Giuseppe Eugenio Porta, dellordine dei
Predicatori.Così, dal 1779, data della collaborazione del Porta alla vita
dellOpera, ne cominciò il reale sviluppo e il progressivo assestamento: in data 20
settembre 1779 è un rescritto col quale il duca Ferdinando di Borbone approvò il nuovo
Conservatorio di giovanette, ma con la formula purché il loco sia laicale, con diritto di
possedere e di ereditare onde ricoverare alcune altre tra le tante che vivono per la
città in grave pericolo di anima e di corpo (lettera dellOrzi al Duca, in
P.Vignato, Listituto delle Maestre Luigine e i suoi inizi, Parma, 1943, 64).Con il
consiglio dello stesso Porta e della contessa Dorotea Vidoni Soresina, la Orzi nel 1780
trasformò lopera in un seminario di
maestre, che dovevano continuare la sua missione educativa a beneficio delle fanciulle
povere della città nelle scuole aperte dal conservatorio.
La personalità giuridica data nel 1779 consentì lacquisizione della cospicua
donazione della marchesa Vidoni Pallavicino e di altre. Il 20 giugno 1780 venne acquistata
la nuova sede del Conservatorio nel Trajolo di San Paolo.Il 4 agosto la Orzi vi si
trasferì con le sue undici ragazze e verso la fine dellanno vi venne aperta,
attigua al Conservatorio stesso, la prima Scuola detta di San Luigi.LOrzi fu sepolta
nella chiesa della Santissima Trinità in Parma.
FONTI
E BIBL.: Il Conservatorio delle Maestre Luigine di Parma, Parma, 1926; M.Ollari, in
Dizionario Istituti di Perfezione, VI, 1980, 920; F.Grisenti, in Gazzetta di Parma 11
maggio 1983, 3; T.Marcheselli, Strade di Parma, II, 1989, 128-129; Gazzetta di Parma 26
gennaio 1998, 5.
OSCURO, vedi PLATONI CAMILLO
OSELLARIA
ANTONIO
Parma seconda metà
del XV secolo
Ricamatore
attivo nella seconda metà del XV secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, II, 253.
OSELLARIA
FRANCESCO
Parma
XV/XVI secolo
Ricamatore
attivo nella seconda metà del XV secolo e nella prima metà del XVIsecolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, II, 254, e III,
316.
OSELLI
MICHELE
Parma seconda metà
del XV secolo
Ingegnere
attivo nella seconda metà del XV secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, II, 255.
OSENGA
ACHILLE
Parma
11 marzo 1873
Animoso
patriota, si arruolò volontario per prendere parte alla campagna militare del 1866.
FONTI
E BIBL.: Gazzetta di Parma 11 marzo 1873, n. 57; G.Sitti, IlRisorgimento italiano, 1915,
415.
OSENGA
GIUSEPPE
Parma
19 ottobre 1816-Roma 30 marzo 1872
Figlio
di Franco Antonio e Josephin Rigaud. Di famiglia piemontese che prese dimora a Parma
allinizio dellOttocento e si imparentò coi Gambara, gli Ortalli e i
Pelagatti, lOsenga studiò coi Barnabiti nel Collegio Lalatta di Parma e poi si
laureò in matematica e fisica allUniversità di Torino.Si dedicò anche a studi di
economia politica e fu nominato, ancora giovane, professore di matematica
nellUniversità di Parma.Nutrendo sentimenti profondamente liberali, nel 1848
assunse lincarico di segretario del governo provvisorio e nel 1849, tornati i
Borbone, venne esonerato dallinsegnamento universitario.Nonostante ciò continuò i
suoi studi di economia e di statistica e partecipò, con proprie comunicazioni, a numerosi
congressi scientifici.Scrisse una memoria sul contratto colonico che fu premiata
dallAccademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena e fu pubblicata a Milano nel
1854, coi tipi della Società dei Classici Italiani.Nel 1859 fu vice segretario
dellAssemblea Legislativa.Ne fu nominato Questore e prese parte attiva ai lavori
dellAssemblea.Il ministro delle finanze Antonio Lombardini lo fece nominare giudice
della Camera dei Conti del Ducato di Parma.Dopo lunità fu nominato presidente della Camera dei Conti, carica che
detenne fino al 1869, anno nel quale fu chiamato a Roma, dove assume lincarico di
Direttore Generale della contabilità dello Stato.A Parma fu promotore della società mutua contro i danni degli incendi,
della società mututa tra operai e commessi
e della Banca popolare.Ma la sua realizzazione più importante fu la creazione della Cassa
di Risparmio Parmense, voluta da Luisa Maria di Borbone su suggerimento del fedele e
capace ministro delle finanze Lombardini.Nel luglio del 1858 il Consiglio degli Anziani
del Comune di Parma nominò una commissione, incaricata di predisporre lo statuto della
Cassa, nella quale ebbe parte preponderante lOsenga.Nellarchivio storico della
Cassa di Risparmio si conserva la bozza manoscritta dello Statuto con le sue annotazioni
autografe.Esso venne approvato con decreto del dittatore Luigi Carlo Farini il 6 dicembre
1859, sei mesi dopo la partenza per lesilio di Luisa Maria di Borbone.La Cassa aprì
i battenti domenica 19 agosto 1860.I primi tempi non furono dei più facili.Gli usurai,
che avevano fiutato un pericolo per la loro esistenza, seminarono diffidenza.Allo scopo di
vincere la ritrosia dei potenziali risparmiatori, lOsenga diede alle stampe nel 1861
un volumetto dal titolo La Cassa di Risparmio di Parma-Scene popolari, avente come scopo
di condurre ogni classe de nostri concittadini ad apprezzare lindole altamente
benefica e i preziosi servigi delle Casse di Risparmi ed a far loro conoscere
lordinamento di quella chè stata aperta in Parma.Nonostante le difficoltà
economiche del Paese, la Cassa, alla morte dellOsenga, vantava già depositi
fiduciari per 3841300 lire.
FONTI
E BIBL.: I.Cantù, Italia scientifica, 1844, III, 19; S.Massari, in Gazzetta di Parma 1
aprile 1872; G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1877, 282-283; G.Sitti, Il
Risorgimento italiano, 1915,415; Assemblee del Risorgimento: Parma, Roma, 1911; F. Ercole, Uomini politici, 1941, 340;
L.Gambara, in Aurea Parma 1 1960, 36-37; Corriere di Parma 1988, 134-135.
OSENGA
GIUSEPPINA
Parma 1892
Pittrice,
si dedicò al paesaggio.Di lei si conoscono: Veduta presso Parma, Cascate di montmorency (Canada) e Ponte Dattaro, esposto a
Parma con successo.
FONTI
E BIBL.: De Gubernatis, Dizionario artisti, 1892, 338; A.M.Comanducci, Dizionario dei
Pittori, 1973, 2270.
OSIO
DORASTANTE MARIA
Parma seconda metà
del XVII secolo
Orefice
e scultore attivo nella seconda metà del XVII secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, VI, 212.
OSNAGHI
ANTONIO MARIA
Parma-post
1642
Laureato
in legge, per diverso tempo fu impiegato negli affari pubblici della città di
Parma.Aspirando a una vita più quieta, a un certo punto lOsnaghi vestì
labito clericale.
FONTI
E BIBL.: R. Pico, Appendice, 1642, 89.
OSSERVATORE, vedi UGOLOTTI UGO
OSSIMPRANDI NELLO
Felino
8 luglio 1914-Noceto 23 marzo 1945
Figlio
di Paride.Partigiano nella 31a Brigata Garibaldi
Copelli, fu decorato di medaglia dargento al valor militare, con la seguente
motivazione: Comandante valoroso e capace, dotato di grande ascendente, fu tra i primi
organizzatore e animatore della resistenza sulle montagne parmensi ove ebbe modo di
segnalarsi ed emergere in numerose circostanze.Catturato una prima volta e sottoposto a
sevizie e torture, riusciva ben tosto ad evadere.Catturato una seconda volta in
combattimento, subiva nuove torture con stoica fermezza, affrontando quindi il plotone di
esecuzione con la serenità dei forti e leroismo dei martiri.
FONTI
E BIBL.: Decorati al valore, 1964, 41; Caduti Resistenza, 1970, 85.
OSSIPRANDI NELLO, vedi OSSIMPRANDI NELLO
OSTACCHINI
TORQUATO
Fornovo
1841-Parma 29 novembre 1902
Figlio
di un insegnante, fu valoroso pubblicista e generoso e pugnace combattente (prese parte
alla campagna risorgimentale del 1860).Si addottorò in legge e andò a Firenze a far
pratica legale nello studio di Francesco Crispi, per il quale ebbe poi sempre affetto
filiale.Chiamato alla direzione del Presente, il battagliero quotidiano democratico
parmense, si gettò a capofitto nella politica, ingaggiando polemiche furibonde con i suoi
avversari e segnatamente con Pellegrino Molossi, che fu suo fiero avversario.Polemista
ardentissimo e appassionato, di ingegno e di una lealtà fuori discussione,
lOstacchini giovò ai democratici molto di più dei politici di professione.Cambiati
i tempi, si ritrovò solo e deluso.Abbandonato il giornalismo si accontentò del posto di
segretario del Conservatorio musicale di Parma, che alcuni amici ottennero per lui.
FONTI
E BIBL.: A.Pariset, Dizionario biografico, 1905, 79; B.Molossi, Dizionario biografico,
1957, 112.
OTAVIO TEDESCO, vedi SMIDT Ottavio
OTTAVIO
Parma
seconda metà del XVI secolo
Armarolo
attivo nella seconda metà del XVI secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, IV, 217.
OTTAVIO
DA
PARMA
Parma
1586
Frate
francescano.Compose il Rosario di nostro
Signore Gesù Cristo e da papa Sisto V ne ottenne, con breve del 15 giugno 1586,
lapostolica approvazione.
FONTI
E BIBL.: Beato Buralli 1889, 216.
OTTAVIO FARNESE, vedi FARNESE OTTAVIO
OTTAVIO QUINTO MELAMPODIO, vedi OCTAVIUS QUINTUS MENAS
OTTO, vedi LUNA OTTAVIO
OTTOBONI
ANTONIO
Berceto
1437/1471
Fu
monaco benedettino del Monastero di Leno nel Bresciano e dal 1437 circa fino al 1471
Priore di San Benedetto di Fontanellato.Rivendicò nel 1437 al suo Priorato 380 biolche di
terra, indebitamente godute dal potente signore
di Fontanellato Angelo Sanvitale.LOttoboni presenziò, il 17 aprile 1447 nel Palazzo
Vescovile, allatto di fondazione, dotazione e assegnamento di giuspatronato della
chiesa di Santa Croce di Fontanellato, quale rappresentante del Monastero di Leno.Fu forse
lo stesso Ottobono che in quel tempo era Abate di Leno e al quale venne prorogata la
giurisdizione civile di Leno dal doge Francesco Dandolo in riconoscenza dei servigi
prestati alla repubblica di Venezia.È assai
probabile che lOttoboni fosse pervenuto al grande Monastero di Leno tramite quello
di Cassio, che ne era dipendente.
FONTI
E BIBL.: G. Schianchi, Berceto e i suoi Arcipreti, 1927, 38-39.
OTTOLENGHI
ADOLFO
Fontevivo-Monte
Pecinka 11 ottobre 1916
Sottotenente
di Fanteria, fu decorato di medaglia di bronzo al valor militare, con la seguente
motivazione: Durante quattro contrattacchi nemici, con singolare calma dirigeva il fuoco
di una sezione mitragliatrici, finché cadde colpito a morte.
FONTI
E BIBL.: Bollettino Ufficiale 1917, Dispensa 67a,
5604; Decorati al valore, 1964, 49.
OTTOLENGHI
GIACOMO
Vicenza
1906-Roma 10ottobre 1974
Si
laureò in Giurisprudenza nel 1927 alluniversità
di Parma, dove iniziò lesercizio della professione, conseguendo anche, nel 1929,
labilitazione allinsegnamento delle materie giuridiche ed economiche negli
istituti medi.Perseguitato dal fascismo, del quale fu sempre tenace oppositore anche per
le origini ebraiche della sua famiglia, conobbe la via dellesilio in Svizzera, dove
insegnò diritto penale e diritto pubblico nellUniversità per internati italiani di
Huttwil.La sua attività politica, oltre che quella professionale, fu sempre improntata
alla difesa delle classi lavoratrici.Coltivò costantemente le discipline giuridiche e
collaborò a varie riviste.Il suo impegno pubblico, a conclusione della seconda guerra
mondiale, non conobbe soste.profondo
conoscitore della provincia parmigiana, fu eletto consigliere provinciale di Parma per tre
successive legislature, nel 1951, nel 1956 e nel 1960.Né mancò di prestare la propria
opera per varie organizzazioni: fu tra laltro
per diversi anni presidente della Federazione parmense reduci dalla prigionia e
vicepresidente nazionale della Federazione reduci lavoratori italiani, nonché membro di
varie associazioni culturali e artistiche.La profonda preparazione giuridica e politica,
la solida formazione culturale, leleganza e signorilità del tratto e lestrema
facilità di parola lo proposero come politico di innegabile ascendente.Militante
socialista, nel 1958 fu eletto senatore per il collegio di Parma con oltre 23 mila voti,
conseguendo unaffermazione che andò oltre tutte le previsioni.Negli anni successivi
svolse unintensa attività parlamentare.Ripresentantosi candidato per il Partito socialista Italiano nel 1963, sempre nel collegio
senatoriale di Parma, non fu rieletto per appena tredici voti.Fu un tenace assertore
dellunificazione socialista e dellincontro con i cattolici.E poiché non
sempre la sua azione politica coincise con quella ufficiale del partito, finì per
mettersi apertamente in urto con lo stesso, tanto da essere deferito ai probiviri.Senza
peraltro attenderne il responso, verso la fine del 1967 lasciò il partito socialista unificato.Riprese
lattività politica soltanto dopo la frattura socialista, entrando nelle file del
Partito Socialista Democratico Italiano, nel quale da allora sempre militò.negli ultimi anni di vita lOttolenghi si
dedicò esclusivamente alla professione di avvocate, che svolse sia a Parma che a
Roma.Figurò nellelenco dei quarantacinque giudici aggregati chiamati a integrare la
Corte Costituzionale che decise sul contrasto tra parlamento
e magistratura ordinaria a proposito dellinchiesta sui cosiddetti fondi neri della
Montedison.LOttolenghi, stroncato da attacco cardiaco, fu sepolto aParma.
FONTI
E BIBL.: Gazzetta di Parma 12 ottobre 1974, 4.
OTTONI
UBERTO
Parma
o Borgo San Donnino 1272
Prevosto
mitrato, resse la chiesa di Borgo San
Donnino dal 1235 al 1272.Prima dellelezione a prevosto fece parte per molti anni del
capitolo della chiesa borghigiana. Fu sepolto a Parma.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 27.
OTTUSO, vedi CASSOLA SCIPIONE e ROSSI PROSPERO ANTONIO
OVIDIO
Parma
seconda metà del XVI secolo
Pittore
attivo nella seconda metà del XVI secolo.
FONTI
E BIBL.: E.Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, IV, 218.
OVIO
MARCANTONIO
Bargone prima metà
del XVI secolo-casalmaggiore post 1592Studiò
lettere sotto la guida di Giuseppe Albasio e si volse poi al sacerdozio.Godette la
protezione del suo signore marchese Sforza
Pallavicino, quindi del figlio di questi, alessandro,
dal quale sarebbe stato eletto alla prevostura di Bargone, cui aspirava, se nel 1587 il
Marchese non fosse stato cacciato dai suoi domini prima di aver potuto dar corso alla
nomina.Dedicatosi allinsegnamento, fu professore distinto nelle scuole di
Casalmaggiore e si deve a lui unemendazione della Grammatica del veronese
Guarino.Lopera, dedicata ad Alessandro Pallavicino, venne data alle stampe nella
cittadina cremonese nel 1592 e da essa si rileva quanto lOvio fosse dotto ed
elegante scrittore latino.
FONTI
E BIBL.: D.Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, 1961, 303.
OXILIA
ADOLFO
Parma
11 luglio 1899-post 1946
Scrittore.Fu
collaboratore tra laltro del Leonardo, della Rivista dItalia e de La Cultura,
fondatore nel 1946 dellUltima, la rivista fiorentina di poesia e metasofia, dove con
gli pseudonimi di Omega e Cercamondo pubblicò anche numerosi studi e
saggi.DellOxilia furono pubblicati in volume Machiavelli (Firenze, 1932) e
Lanima e larte di Ferdinando tirinnanzi
(Firenze, 1941).
FONTI
E BIBL.: R. Frattarolo, Scrittori pseudonimi, 1975, 200.